Sora – Traversa del Liri, Tersigni: “Non è un’opera abusiva”

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<La traversa sul Liri non è un’opera abusiva, non è sotto sequestro, ed è stata ritenuta, dalla stessa ARDIS, non pericolosa e conforme alla normativa vigente (nota Ardis prot. 824 del 4 gennaio 2016)>. Inizia così una nota stampa a firma del consigliere di opposizione Ernesto Tersigni che, dopo le notizie degli ultimi giorni, entra in merito alla vicenda.

<Come abili prestigiatori, gli autori del comunicato riguardante un’inesistente ordine di demolizione della traversa mobile sul fiume Liri, comparso sulla stampa in questi giorni, hanno preso i fatti, li hanno rimescolati, come se fossero carte da gioco, e li hanno distribuiti sul tavolo come meglio credevano. Ribadisco – continua la nota – che attualmente non sussiste alcun ordine di demolizione della traversa sul Liri, atteso che l’ultimo provvedimento, in ordine cronologico, emanato dall’ARDIS del 30 marzo 2016, ha come oggetto “Comunicazione e avvio del procedimento ex artt. 7 e 8 della L. 241/90… ” ed è interlocutorio rispetto alle controdeduzioni addotte dal Comune di Sora. E’ falsa l’affermazione che la notizia sia stata tenuta celata per mesi. Gli atti sono pubblici e sono stati messi a disposizione in una conferenza organizzata ad hoc e ampiamente divulgati dagli organi di stampa. Ad oggi il Comune di Sora risulta titolare della concessione demaniale rilasciata dalla Regione Lazio in data 22 settembre 2015, mai revocata, avente ad oggetto l’uso esclusivo del compendio demaniale costituito da una porzione di specchio acqueo del fiume Lire di complessivi metri quadrati 210 circa, ubicata a monte del ponte Vaughan. Detto ciò, al fine di fare chiarezza, è opportuno precisare che: – Il Comune di Sora ha iniziato la costruzione dell’opera dopo aver chiesto i pareti necessari, non ultimo quello dell’ARDIS che è a tutti gli effetti un organismo controllato dalla Regione Lazio, principale finanziatore dell’intervento; – A cantiere quasi ultimato sono intervenuti ispettori ARDIS che senza coordinarsi con i loro colleghi, hanno rilevato la necessità di una concessione demaniale che attiene principalmente ad aspetti burocratici e non tecnici (occupazione dell’alveo del fiume che è un bene demaniale); – Il Comune di Sora, si è premurato di richiedere tale concessione, che è stata rilasciata dalla Regione Lazio in data 22 settembre del 2015 che, si ribadisce, è tutt’ora vigente; – La Magistratura, ignara della concessione ottenuta, provvedeva a sequestrare il cantiere, in data 7 novembre 2015; – In data 20 novembre 2015 il GIP del Tribunale di Cassino, preso atto del parere favorevole ARDIS del 8.09.2015 e della avvenuta Concessione demaniale, disponeva il dissequestro dell’area di cantiere invitando il Comune ad ultimare i lavori senza prescrizione di alcun termine; – Sono rimaste da realizzare la scogliera di massi ed il convogliatore, opere accessorie, che comportano una spesa di circa 30.000 euro; – Tali opere sono state progettate ed approvate dalla passata Amm.ne del Comune di Sora con fondi diversi da quelli del progetto originario; – Ad opera ultimata gli ispettori ARDIS hanno, in maniera del tutto illogica, revocato in autotutela il loro precedente parere favorevole poiché a loro avviso, non ci sarebbero stati tempi certi per la realizzazione delle opere accessorie da  eseguire. – I provvedimenti ARDIS del 30 marzo 2016 (avvio del procedimento amministrativo) del 4 gennaio 2016 (ordinanza di ripristino emessa dall’ARDIS –in tal caso organo non deputato, in quanto non compete agli organi di pulizia delle acque di intervenire nei provvedimenti concessori, ne tanto meno, di modulare nel tempo i contenuti dei nulla osta di competenza) e del 14 dicembre 2015 (revoca ex nunc, in autotutela del nulla osta positivo rilasciato in data 8 settembre 2015) sono stati tutti ritualmente impugnati dal Comune di Sora davanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, pertanto allo stato la vicenda è al vaglio di tale giudice. E’ il caso di ricordare – conclude la nota – ancora una volta che una analoga opera è presente al di sotto del Ponte di Napoli: una traversa dell’altezza di 1,3m circa, che non è mai stata un pericolo per la nostra città>.
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