“La politica, invece di dividere e litigare, dovrebbe innovare e dare risposte e futuro, migliorando concretamente la vita dei cittadini e del proprio Paese. E’ questo che mi ha sempre dato stimolo e che mi spinge ad andare avanti nel mio impegno politico. Il resto mi appassiona poco”. Così Sarah Grieco, consigliere comunale che si attivata per salvare l’Adisu.
La proposta di legge 288 su diritto allo studio, che è al vaglio in questi della Va Commissione della Regione Lazio, salva di fatto l’ADISU di Cassino e la potenzia. “Questa avanzata proposta di legge della giunta Zingaretti, – ha spiegato Grieco – che ringrazio fin da ora per l’innovazione e il rispetto dei territori profuso, rappresenta una grandissima novità e opportunità per il nostro territorio non solo in termini di garanzia per il diritto allo studio dei nostri studente ma anche per la loro formazione e l’inserimento al lavoro . Dopo la proposta di legge Polverini di soppressione delle Adisu territoriali , prima, e i tagli imposti da una legge del 2012, la n.213, sulla riduzione dei costi della politica, poi, l’ ADISU di Cassino rischiava seriamente di degradare ad una sorta di “sportello”per gli studenti, con lo spostamento di fatto di tutta la gestione su Roma. Non si sarebbe trattato “solo” di un problema legato ai dipendenti che sarebbero stati trasferiti a Roma – con peraltro un sensibile ( e paradossale!) aggravio di costi per l’ente- ma dell’efficienza dei numerosi serivizi che ne sarebbe stata compromessa: dalla mensa alle borse di studio, dagli alloggi al trasporto, la cui gestione che oggi è sul e del territorio avrebbe subito un trasferimento nella capitale. Come allora componente della segreteria del PD LAZIO, – ha aggiunto – nell’ambito delle linee guida alla proposta di riforma, ho fatto rilevare con forza i serissimi pericoli che una impostazione romanocentrica di quel tipo avrebbe comportato per gli studenti Universitari di Cassino e della provincia di Frosinone sia in termini di rappresentanza del nostro territorio nei tavoli regionali che di offerta dei servizi per gli studenti . Perché tagliare, snellire e riorganizzare gli Enti Pubblici è giustissimo ma non si può giustificare una logica “pass par tuot” soprattutto quando a pagare sarebbero stati gli studenti del nostro territorio che avrebbero subito di fatto disagi e disparità di trattamento diventando di serie B rispetto a quello romani. Nella proposta queste istanze sono state interamente recepite, come mi è stato riferito dalla Commissione cultura del Consiglio regionale nella giornata di ieri, che mi ha contattato per un ulteriore contributo. Il nuovo Ente Regionale, che avrà come nuova denominazione DI.CO.,- Diritto alla Conoscenza e allo Studio – sarà articolato in tre presidi territoriali : Roma città metropolitana (accorpando tutte e tre le università di Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre), Lazio settentrionale e Lazio Meridionale. Alla DI.CO inoltre verranno date altre competenze oltre al sostegno degli studenti più disagiati e meritevoli, come sostegno all’economia della conoscenza, formazione, inserimento nel mondo del lavoro anche per i soggetti disabili o stranieri. Insomma una vera rivoluzione di cui Cassino e la sua provincia potrà essere protagonista, grazie alla mancata soppressione della sua Adisu. Questa è la dimostrazione che la buona politica riesce a fare ancora il suo compito: dare risposte e opportunità”.
