San Donato – Folla commossa per l’ultimo saluto a Domenico Molendini

Caterina Paglia
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“La morte peggiore è quella di chi non desidera vivere”. Con questa frase Don Akuino Toma ha introdotto la cerimonia funebre in onore del caro Domenico Molendini, il podologo deceduto venerdì scorso in seguito ad uno schianto sulla superstrada Sora-Cassino, in località Casalucense a Sant’Elia Fiumerapido.

Il 63nne, originario di Settefrati, ma da anni residente nel Comune valligiano di San Donato, quella sfortunata mattina si stava recando nel suo studio a Cassino, a bordo di una Ford Puma, quando forse, a causa di un malore, ha perso il controllo del mezzo, ribaltandosi contro il guard rail laterale. Questo pomeriggio alle 15 in centinaia, tra amici, parenti e autorità, hanno partecipato ad un’emozionante celebrazione funebre presso la Chiesa del Convento. Domenico lascia una figlia, due fratelli, una sorella e migliaia di amici. “Oggi ci si perde troppo spesso e non si comprende fino in fondo il valore e l’essenza stessa della vita terrena – ha sottolineato Don Akuino nella sua omelia – Un’esistenza frenetica priva di una sostanza, dalla quale emergono i mali più diffusi, come la depressione. Ecco, siamo qui oggi per ricordare il caro Domenico, la persona che invece incarnava la gioia di vivere, l’allegria e un modo unico di socializzare. Il nostro indimenticato amico vivrà di vita eterna al cospetto del Signore e veglierà su di noi con il grande sorriso che lo accompagnava in ogni momento della giornata“. Dopo la cerimonia, un lungo corteo ha accompagnato la salma verso il cimitero comunale di San Donato. Tra gli altri, erano presenti alcuni amministratori e il sindaco di Settefrati, Riccardo Frattaroli. “Domenico era un amico – ricorda il primo cittadino del paese natale – Da bambini giocavamo insieme e da adulti ci siamo spesso scambiati battute. Non dimenticherò mai il suo innato senso dell’umorismo!” Caterina Paglia
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