Cassino – Acqua rossa, sequestrata un’area di circa 300 mq (foto)

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A seguito di una notizia pubblicata su alcuni quotidiani locali circa la presenza di macchie rossastre nelle acque e terreno circostante ad un piccolo canale parallelo ad una strada interpoderale, personale del Comando Stazione Carabinieri di  Cassino, unitamente a personale del Comune e del consorzio di bonifica Valle del Liri, hanno individuato, su un terreno agricolo in una frazione di Cassino, la presenza di acque reflue, viscose e di colore rosso. L’area, di circa 300 mq, è stata sequestrata e delimitata. Mentre sono ancora in corso le indagini volte a verificare sia le cause che all’individuazione dei responsabili dell’inquinamento.

compagnia-cc-di-cassino-foto-nr-3Successivamente, allo scopo di evidenziare le cause dell’inquinamento si è provveduto, pertanto, dopo aver decespugliato il terreno incolto, il personale operante è riuscito ad individuare la sorgente del piccolo ruscello, dalla quale sgorgava acqua visibilmente inquinata a causa della presenza di chiazze tipicamente d’olio e/o idrocarburi. I successivi non facili accertamenti dovuti alla presenza di folta vegetazione, grazie anche all’ausilio del GPS in dotazione al Consorzio di Bonifica, hanno consentito di individuare le particelle dell’appezzamento di terreno, risalendo, quindi, all’attuale proprietario. Quindi, presso il comune di Cassino, si è proceduto ad acquisire il fascicolo contenente l’esito delle analisi che l’Arpa Lazio, su richiesta del Corpo Forestale dello Stato, avendo effettuato alcuni mesi prima mediante campionamento dell’acqua presente nel canale principale. Poiché da dette analisi emergeva che le acque erano contaminate da sostanze riconducibili a rifiuti industriali (ferro e magnesio), e dato che erano le acque del canale secondario che sfociavano in quello principale ad essere chiaramente inquinate, d’intesa con il Procuratore della Repubblica di Cassino, Dott. Luciano D’AMMANUELE e con il P.M. Dott. Roberto BULGARINI, si procedeva al sequestro preventivo dell’area agricola di circa 300mq. interessata dal fenomeno, che veniva delimitata da apposito nastro rosso.
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