<Sei anni vissuti nel terrore>. Li definisce così un cittadino sorano che, da alcuni anni, è costretto a vivere una brutta situazione: <Da quando, circa cinque o sei anni fa, io con la mia famiglia sono tornato ad abitare nella zona dove sono nato e cresciuto, tra via Passionisti e via S. Apollonia, mi sono reso conto che è diventata una zona rischiosa durante l’apertura della caccia al cinghiale>. La segnalazione è arrivata nei giorni scorsi attraverso la pagina facebook di Tg24. Per la privacy non citeremo il nome del cittadino che ha segnalato l’episodio.
<Da qualche anno mi sono mobilitato arrivando fino alla Procura di Cassino. Oltre alle segnalazioni o al tentativo di far conoscere il pericolo che si corre, ho cercato di sensibilizzare il Comune, gli organi locali e gli stessi cacciatori. A causa dei ripetuti incendi degli ultimi anni la montagna – continua il cittadino – presenta zone completamente disboscato che permettono di vedere ad occhio nudo i cacciatori nei momenti della caccia, sia dalla strada sottostante fin dalla più lontana Romana Selva>. <Si vedono perfettamente i cacciatori e, a volte, si riesce perfino a sentire cosa si dicono tra loro. Il mio è un allarmismo giustificato dalla conoscenza della pericolosità delle armi usate. […] La caccia deve essere chiusa nelle montagne a ridosso di un centro abitato e popoloso come quello della nostra cittadina sorana. Queste armi sono capaci di uccidere anche a più di 1 km di distanza e viaggiano a forte velocità 1 secondo per km. Il problema quindi – continua – non riguarda solo la mia zona, ma riguarda anche molte altre zone della città. A poche centinaia di metri poi, queste armi possono bucare un muro costruito con forati>. <Spero che le amministrazioni prendano finalmente conoscenza della rischiosità della situazione. Fino a questo momento purtroppo non ho ottenuto ascolto, nonostante i ripetuti appelli e segnalazioni. Il mio intento è quello di tutelare la sicurezza della mia famiglia e degli altri. L’unica cosa che continuo a fare è collezionare le ricevute di ritorno delle raccomandate e le copie di tutte le mie segnalazioni. Qualora si verificasse – conclude – una tragedia difficilmente la si potrà far passare per incidente colposo e non doloso>. (foto di repertorio) La Redazione
