Operazione <Pay to dry> meglio conosciuta come patenti facili arriva al capolinea. Nei giorni scorsi si sono chiuse le indagini e il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio per 37 indagati.
Patenti facili> chiuse le indagini. Il pubblico ministero titolare dell’inchiesta ha presentato il rinvio a giudizio per 37 indagati . E’ stato aperto invece un altro fascicolo per Donato Ferraro, Roberto Scaccia , Domenico Fratarcangeli, Tiziana Sagginario, Cinzia Sinibaldi e Antonio Larena. Tutti e sei gli indagati saranno giudicati con rito abbreviato. Escono fuori dalla lista dei trentasette indagati anche Mirko Costanzo e Antonio Altobelli che hanno chiesto il patteggiamento. Il blitz denominato <Pay to dry> è scattato nell’aprile scorso quando gli agenti della squadra Mobile di Frosinone hanno dato vita ad una operazione che ha portato all’esecuzione della misura cautelare in carcere per ben venti persone, accusate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, falso in atto pubblico , sostituzione di persona, accesso abusivo a sistema informativo pubblico e frode informatica ai danni dello Stato.
Il sistema utilizzato per intascare ingenti quantitativi di denaro era ben collaudato: l’ingegnere della Motorizzazione, dietro lauto compenso ( per l’acquisto di una patente venivano versati circa quattromila euro) assegnava alle prove di esame uno degli esaminatori corrotti Il quale, a sua volta consentiva ad alcuni complici di sostituirsi ai candidati. La maggior parte dei clienti di questo sodalizio criminale erano stranieri i quali, non conoscendo la lingua .italiana non sarebbero mai riusciti a superare la prova teorica. T
All’epoca dei fatti i principali indagati, vale dire Donato Ferraro(esaminatore di Cassino) , Roberto Scaccia (ex direttore della Motorizzazione ) e Domenico Fratarcangeli (esaminatore di Ripi) riuscirono a beneficiare dei domiciliari.
Marina Mingarelli
