Fumone – Pubblicazione internazionale per Stefania Del Monte

Andrea Tagliaferri
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È da poco uscito “Staging Memory” il lavoro editoriale di Stefania del Monte, giovane di origini fumonesi, a cura dell’editore tedesco Lang. Lo studio analizza la manipolazione della memoria attuata dai “regimi” coloniali.

Recentemente è stato pubblicato un libro in lingua inglese, dal titolo “Staging Memory”, che parla della manipolazione della memoria coloniale nell’Italia e nella Libia postcoloniali e, a parte l’interessante argomento, ci preme sottolinearlo in quanto l’autrice è una ciociara che da anni vive e lavora all’estero. Stefania del Monte, questo il nome della scrittrice di origini fumonesi, ha redatto questo lavoro alla fine di un Master di Ricerca che ha completato lo scorso anno alla “Royal Holloway University of London” ed è stato pubblicato dall’editore accademico Peter Lang in Germania. 11830658_10207294952473547_456266496_nDallo studio emerge uno “staging” della memoria, sia nel corso degli eventi storici che hanno caratterizzato la Libia e l’Italia postcoloniali, sia nei rispettivi ambienti mediatici. Italia e Libia sono paesi giovani e frammentati, che hanno usato il colonialismo come strumento di unificazione. In epoca postcoloniale, pur partendo da posizioni diametralmente opposte, le strategie dei due paesi hanno finito in qualche modo per coincidere e la memoria coloniale, in entrambi i contesti, è oggi il risultato di manipolazione. L’analisi dimostra come la memoria sia stata plasmata e rappresentata, assumendo la forma di un film o di un’opera filosofica, di un’intervista televisiva o di un documentario, di una scultura o di un romanzo, raccontando versioni differenti di memoria che servissero ogni volta a soddisfare specifiche esigenze. Un’ultima riflessione va riservata al legame – più volte emerso in questo studio – tra manipolazione della memoria e potere politico. La storia è spesso raccontata dai vincitori e dei privilegiati, lasciando i deboli e gli illetterati alla polvere e al silenzio, a dimostrazione che chi governa sa bene che il potere risiede nella memoria e che i media sono il mezzo più efficiente per manipolarla. Un nuovo approccio potrebbe prevedere, in Italia, un’introduzione del colonialismo come materia di insegnamento nelle scuole. In tal modo si potrebbe provare a cambiare l’atteggiamento mentale della Brava Gente e insegnare alle nuove generazioni il rispetto per la cultura ed il passato dei popoli colonizzati. Allo stesso tempo, in questa delicata fase storica, la nuova Libia potrebbe beneficiare di una revisione del periodo dell’occupazione, libera dall’influenza del regime; l’eredità coloniale potrebbe quindi diventare uno strumento per costruire un sistema egalitario e relazioni internazionali fruttuose. Il popolo libico ha bisogno di pace e stabilità, e questa potrebbe essere la via migliore per accelerare la rinascita del paese dopo secoli di sofferenze.   Andrea Tagliaferri  
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