Cassino – Rifiuti da Roma: sindaci sulle barricare

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 L’emergenze rifiuti a Roma agita le acque della Ciociaria, o meglio del cassinate dove si ipotizza che arrivino i rifiuti.

“Il territorio di Cassino e del Lazio Meridionale, a livello ambientale, ormai da anni subisce situazioni di grave disagio. Pertanto l’emergenza rifiuti della Capitale non deve ricadere, per forza di cose, su altri territori come ad esempio il nostro”. Cosi il sindaco di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro, sull’ipotesi dell’invio di altri rifiuti da Roma. Non solo Cassino, ma tutto il territorio del Cassinate e Media Valle del Liri è pronto alle barricate. Da Pontecorvo a Colfelice, passando per Roccasecca, San Giovanni Incarico e San Vittore del Lazio. Proprio in quest’ultimo centro del cassinate – alta terra di lavoro, sede del termovalorizzatore si concentrano le attenzione, perché i rifiuti lavorati potrebbero arrivare proprio lì. “Quella che viene etichettata come un’emergenza,  in realtà è un problema cronico che la capitale si  trascina da troppo tempo”, ha detto Giuseppe Sacco, primo cittadino di Roccasecca. “Anziché  scaricare il peso di criticità ormai conclamate su territori già pesantemente gravati e mortificati, Roma – ha aggiunto – dovrebbe  occuparsi  di elaborare  un progetto serio ed articolato in grado di incidere definitivamente  sull’intero ciclo rifiuti. Quindi il Comune di Roccasecca,  già sede di discarica, e che di riflesso subisce anche lo scotto non trascurabile  del trasferimento dei rifiuti già trattati sul proprio territorio, si dichiara contrario all’ipotesi paventata e già nella giornata di domani si farà carico di convocare il costituendo coordinamento dei Sindaci per affrontare quella che per questo territorio, e per responsabilità altrui,  può essere realmente definita come un’emergenza rifiuti”. “Un ennesimo deciso no all’arrivo e al trattamento dei rifiuti di Roma negli impianti della provincia di Frosinone e, in particolare, nell’impianto Saf di Colfelice”, aggiunto  Bernardo Donfrancesco, Sindaco di Colfelice.  “Il territorio da tempo soffre le esalazioni maleodoranti e del transito dei tanti automezzi che trasportano i rifiuti, non adeguatamente coperti e chiusi e pertanto essi pure causa di pestifere esalazioni. Nel primo incontro della Conferenza di Servizi per il rinnovo dell’Aia la Regione Lazio ha precisato che la Saf non dovrà trattare più di 500 tonnellate di rifiuti al giorno. E’ auspicabile un intervento di netta opposizione da parte di tutti i sindaci della provincia e della stessa amministrazione provinciale”, ha concluso Bernardo Donfrancesco. Red. Cassino
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