Non ricreare artificialmente, ma proporre naturalmente un modello culturale ancora vivo e vincente… e proporlo con successo. La Festa della Pastorizia-Piccoli laboratori di cucina tenutasi in località Radicosa a San Vittore del Lazio ha letteralmente sbancato il week end del paese del Cassinate.
Una kermesse che prevedeva un già lusinghiero afflusso di pubblico si è consacrata come una vera e propria “macchina da guerra”, capace di attirare visitatori a frotte dalle altre località sanvittoresi, centro storico in primis, e degli altri paesi. Eppure, il fattore agostano avrebbe dovuto far sentire il suo peso: praticamente ogni centro, abitato, slargo del territorio in questi giorni ospita una festa, una sagra, una rievocazione; addirittura a San Vittore ce n’era in contemporanea un’altra in pieno Centro Storico. Eppure, in località Radicosa c’era il pienone. Lo scopo era quello di riproporre cibi tipici locali, di antica e consolidatissima tradizione e genuinità, presentandone non solo gli accattivanti pregi gastronomici, ma anche le tecniche di preparazione. E Sua Maestà il Formaggio è stato il sovrano indiscusso di questo particolare taglio alla serata. Stand che ne illustravano la caseificazione, ne proponevano le diverse tipologie e qualità, ne solleticavano l’acquisto con sapienti e antiche esposizioni. E poi ancora prosciutti caserecci, “turciniegl” (pizzette fritte di pasta tipiche del territorio, golosissime e super gettonate); e ancora: scorci di vita agreste e pastorale, dimostrazioni della lavorazione del legno per attrezzi agricoli ed artigianato di una volta. Insomma, il mix è davvero ben riuscito, condito com’è stato dalla allegra musica a tema dell’orchestra spettacolo “Musica Italiana” e da stand facenti capo ad un unico, affollatissimo punto centrale che smistava chi volesse assaggiare tutte quelle prelibatezze a prezzi modici verso i 140 posti a sedere predisposti, giosamente insufficienti per cotanto afflusso. La chiave di lettura vincente è stato il lavoro di squadra dei residenti della località montana sanvittorese e la naturalezza con cui prodotti e scorci di vita non sono stati “ricreati” ad uso dell’utenza, ma semplicemente proposti, dato che sono orgogliosamente vivi, vegeti e tramandati all’interno della comunità. “Sono soddisfattissima – ha commentato una stanca ma felice sindaca Nadia Bucci, che della Radicosa è fieramente originaria e che domenica sera ha attivamente partecipato alla serata -; il gioco di squadra di un gruppo affiatatissimo e competente ha creato una kermesse che non ripetere sarebbe eresia, perché ha dato ad una utenza vastissima la possibilità di conoscere, forse per la prima volta in misura così completa, le tradizioni, le bellezze naturalistiche spesso così passate in secondo piano, di una fetta di territorio sanvittorese che è un vero gioiello. Piccolissime pecche logistiche, dovute al fatto che questo evento era all’esordio, saranno sanate nelle prossime, a questo punto, certe, edizioni. Grazie a tutti, ma un grazie particolare alle gente della Radicosa”.
