(di Alessandro Andrelli) Quando un grazie è sincero; quando il senso di responsabilità esalta un piccolo gesto e lo rende quasi “unico”. Questa è una storia vera, per chi pensi il contrario può chiudere subito il computer, telefono o tablet. Esiste un mondo buono, esistono persone con dignità, esistono uomini e donne che mettono davanti ad ogni cosa il “buon senso” e lo spirito di “fratellanza”. Non è filosofia, ma quanto è accaduto nel primo pomeriggio di ieri, mercoledì 3 agosto, a Frosinone, di fronte l’istituto BNL di Frosinone in Piazza Caduti Via Fani, una delle zone più trafficate del capoluogo.
In quella zona ci sono tantissime attività commerciali, uffici di ogni tipo e genere, la redazione di un quotidiano, supermercati, bar, banche, assicurazioni, ristoranti, studi medici, commercialisti, la sala stampa dello stadio Comunale, l’ingresso di giocatori e dirigenti del club gialloazzurro. Insomma è un punto nevralgico della città, dove spesso trovare parcheggio è impossibile. Sono le 14.55, il solito corri corri per raggiungere il posto di lavoro. Ci si trova a chiudere la propria auto, borsa a tracollo e di corsa per cercare di essere una volta tanto puntuali. Succede che il portafoglio sfugga dalla tasca posteriore a cada a terra, proprio vicino la proprio automobile, e che purtroppo il malcapitato episodio sfugga all’attenzione. Si prosegue nel proprio lavoro, incuranti di aver perso il proprio oggetto personale, fino a quando, verso le 15.30 si ricevono ben 5 telefonate da un numero fisso non in rubrica. Alla quinta, pur non potendo perchè impegnati in una riunione, ci si allontana per rispondere. Dall’altra parte una voce sconosciuta: “Abbiamo trovato il suo portafoglio, dentro c’era un bigliettino da visita e abbiamo chiamato, siamo qui, venga a riprenderlo!”. Nel giro di pochi secondi il “gelo”; ma come è potuto succedere? Dove sarà caduto e come soprattutto è possibile che qualcuno lo abbia ritrovato e abbia chiamato? Dopo pochi minuti l’incontro con alcuni dipendenti della BNL di Frosinone che di rientro dalla pausa caffè hanno trovato l’oggetto smarrito, mai come in quel caso pieno di soldi per via di alcuni urgenti pagamenti da svolgere nelle prossime ore in “cash”. Non solo il portafoglio è stato ritrovato da persone per bene, con una moralità e un senso del dovere esemplare, ma il signor Giuseppe, che fisicamente lo ha trovato, e il signor Alvaro, che ha insistentemente chiamato il proprietario per rassicurarlo, sono stati attenti e premurosi nel restituirlo, garantendone la massima integrità e cura. Un gesto che dovrebbe rientrare nella normalità di tutti i giorni, ma visto il luogo dove si è verificato, e purtroppo il periodo storico che si vive, fa gridare al “miracolo” oppure se per non scomodare l’aldilà, fa pensare alla “fortuna sfacciata”. Un grazie, mai come in questo caso, è risultato sincero, quasi commosso, e di certo liberatorio. Pensare alle conseguenze di quella perdita personale: con documenti, carte di credito e denaro, e a come tutto si è risolto, fa riflettere. Non è una questione economica, anche se il danno sarebbe stato innegabile, ma è una questione sociale, umana e culturale. Ecco, questo è quello che mi è successo ieri pomeriggio. Già proprio a chi vi scrive, e mai come in questo caso, il piacere di poterlo raccontare è doppio. La semplicità con cui Giuseppe e Alvaro, mi scuseranno gli altri loro colleghi ma non conosco i loro nomi, mi hanno restituito il portafoglio è stata quasi “imbarazzante”. Una vera lezione di vita, da persone umili, protagoniste di un gesto di straordinaria generosità ma allo stesso tempo ricco di umanità. Un grazie sincero, perché è vero, solo quando le vive alcune esperienze ne capisci realmente il valore! Buona vita e che il gesto di Giuseppe e Alvaro sia da esempio per tutti, nessuno escluso! Alessandro Andrelli
