(di Alessandro Andrelli) Un anno fa la tragedia che scosse l’opinione pubblica e getto nel dolore più assoluta una famiglia intera. Oggi il grido “giustizia” sale forte da parte Alfonso Toti, il marito di Teresa Carinci, la donna morta durante un intervento chirurgico (policistectomia) tra il 31 luglio e l’1 agosto 2015 presso l’ospedale “Spaziani” di Frosinone. Qui ripercorriamo tutta la vicenda con gli articoli della nostra redazione e dei nostri inviati (clicca qui).
Purtroppo a distanza di un anno non ci sono novità, ma soprattutto non si è fatta chiarezza sulla morte della signora Teresa. Malasanità, tragica fatalità, sfortuna come qualcuno ha provato a definirla, o altro? La famiglia non ha dimenticato. La ferita è ancora aperta, e la tragica scomparsa di Teresa Carinci, moglie, madre e nonna che per un intervento di routine è morta non ha ancora un perché. Non c’è pace per la famiglia, e non ci sarà fin quando non sarà fatta giustizia. “Se qualcuno ha sbagliato – hanno sempre sostenuto i familiari di Teresa Carinci – è giusto che paghi. Non possiamo permettere che il nostro dolore e la perdita di Teresa possa un giorno ripetersi per le inadempienze di un medico”. “A distanza di un anno – ci racconta Alfonso Toti – non c’è stata alcuna giustizia. Nessuna responsabilità da parte di nessuno. L’autopsia doveva aprire le porte per fare finalmente luce su quanto accaduto, ma ad oggi, nonostante l’impegno dei miei avvocati non abbiamo un colpevole. Sono profondamente deluso da tutta la vicenda e da come non abbia ancora prodotto alcun effetto. Stare a Frosinone, purtroppo, devo iniziare a pensare che sia come stare in una giungla. L’inchiesta non è stata considerata ancora chiusa. In questi mesi abbiamo assistito a tanti vicissitudini che purtroppo hanno finora rimandato ogni decisione”. Non è una questione personale per la famiglia Toti, ma a questo punto è una questione di opinione pubblica. Sembrerebbe che in questi mesi sia stata chiesta la sospensione del medico che ha operato la Teresa Carinci, ma su questa tesi ci sono divergenze e soprattutto nulla di certo, ne da parte della Asl ne tantomeno dall’Ordine dei Medici: “Mi chiedo il perché di questo silenzio – prosegue Alfonso Toti – non si può consentire ad una famiglia di non avere giustizia dopo un anno. Il rispetto ormai non fa più parte di questa società, e spesso si preferisce dimenticare tutto o far finta che tutto sia accaduto per sfortuna o per una tragica fatalità. Possibile che siano solo queste le motivazioni? Nessuno – conclude Toti – ci ridarà indietro Teresa. Faccio appello alle istituzioni, agli enti preposti, e soprattutto in materia sanitaria a quanti possono e finora non si sono adoperati per fare luce sulla morte di mia moglie”. Per ricordare Teresa Carinci la famiglia, infine, fa sapere che domenica prossima 7 agosto, si svolgerà presso la chiesa di San Giovanni Paolo II a Patrica una Santa Messa alle ore 11.30. Noi continueremo a sostenere la famiglia Toti perché si faccia veramente luce su quanto accaduto in quella maledetta giornata di fine luglio. Alessandro Andrelli
