L’Assemblea dei Sindaci, riunita oggi presso Palazzo Iacobucci, non ha approvato la proposta presentata dalla Segreteria Tecnica Operativa dell’Ato 5. Questo l’esito della votazione: favorevoli 106.604 su 14 comuni; contrari 198.953 su 31 comuni; astenuti 47.574 su 8 comuni. Gli altri sindaci assenti.
“Nonostante i miei ripetuti appelli alla responsabilità – commenta il Presidente Pompeo – affinché i sindaci approvassero oggi una proposta che avesse contrastato quella presentata dal gestore idrico presso l’Autorità per l’Energia, ciò non è avvenuto. Ora sul piatto esiste la proposta di Acea e non ci sono altre proposte. La proposta che è stata bocciata prevede agevolazioni tariffarie per famiglie in condizioni economiche disagiate, drastica riduzione di conguagli (34milioni) rispetto a quella del gestore (77milioni) tra le altre cose la proposta Sto prevedeva il pagamento in un tempo molto maggiore di quanto non abbia proposto il gestore. Siamo, in sintesi, esposti al serio rischio di subire aumenti molto forti senza poterli contrastare. Spero che l’Autorità per l’Energia non compia azioni nei prossimi giorni e la prossima settimana convocheremo di nuovo l’assemblea dei Sindaci per giungere a una proposta dell’Aato 5”. L’assemblea si era riunita per decidere sull’adeguamento tariffario per i prossimi 4 anni e il conguaglio riferito al 2014-2015. I sindaci non hanno trovato una posizione unitaria presentandosi alla votazione con tre emendamenti. Uno del sindaco di Frosinone, uno del sindaco di Alatri e uno del sindaco di Ceccano. Nessuno ha ottenuto i voti necessari. Dunque, all’Autorità per l’Energia arriverà soltanto il piano Acea che prevede l’aumento dell’8% all’anno per i prossimi 4 anni e conguaglio da 77 milioni e mezzo da spalmare sulle bollette dal 2021 al 2027. “Nella votazione sull’aumento tariffario a favore di ACEA – ha commentato il sindaco di Frosinone, Nicla Ottaviani – alcuni Sindaci del PD hanno recitato il ruolo di maggiordomo, servendo al gestore sopra un piatto d’argento il nuovo balzello a carico della collettività, prima ancora di aver definito la procedura di messa in mora per le inadempienze della holding idrica romana. Si è trattato di un vero e proprio suicidio politico ed amministrativo ai danni degli utenti e dei cittadini della provincia di Frosinone. Alcuni sindaci del Pd, a costo di votare contro la proposta del Comune di Frosinone che prevedeva di azzerare gli aumenti della tariffa in attesa della definizione della procedura di contestazione contro Acea, sono stati capaci di far passare di fatto l’aumento indiscriminato della tariffa a tutto vantaggio del gestore idrico. Se poi si considera che il Comune di Roma – azionista di maggioranza di Acea – ha congelato per tutto il 2016 gli aumenti delle tariffe per i residenti nella Capitale, al danno si aggiunge la beffa perché i romani ancora una volta ci tratteranno come i soliti buruini, incapaci in provincia di tutelare i propri interessi e quelli dell’intera cittadinanza. Neppure i Templari sarebbero stati in grado di effettuare un suicidio di massa di tali dimensioni”.
