Pastena – Delibera comunale per chiedere la valorizzazione delle piccole scuole

Carlo Capone
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Sempre più spesso le scuole dei piccoli paesi scompaiono. E con esse vanno via decenni di tradizioni e di storia. Il tutto nell’ottica della razionalizzazione delle risorse e dell’accorpamento di più plessi di centri confinanti. Di questo argomento, con l’approvazione di una delibera con la quale si chiederanno alla Regione misure meno stringenti contro questo stato di cose, si parlerà nel prossimo consiglio comunale previsto per la giornata di mercoledì.
 
Una delibera con la quale si chiederà alla Regione Lazio di modificare alcune norme inerenti l’organizzazione della scuola dell’obbligo. Spiega infatti il sindaco Arturo Gnesi: <I criteri attuali  sono restrittivi e limitativi per la formazione delle classi e per  l’istituzione dei plessi scolastici e anche le deroghe esistenti per i comuni montani e per le altre situazioni  particolari non sono sufficienti a garantire i principi dell’equità sociale e a soddisfare le richieste delle comunità locali. Le famiglie abbandonano  i piccoli centri proprio per il futuro incerto delle scuole dell’obbligo, condannate in tal modo ad una chiusura irreversibile ed è necessario adottare i provvedimenti adeguati>. Continua il primo cittadino di Pastena: <Se non interveniamo in tempo nei prossimi decenni assisteremo ad un graduale invecchiamento dei piccoli comuni e soprattutto alla perdita della loro identità storico e culturale. la scuola è segno di unità e di forza di una comunità, rafforza i legami con le tradizioni e con la memoria popolare, consente alle nuove generazioni di radicarsi sul territorio e di avere un forte legame di appartenenza con il passato. La scuola è il futuro dei piccoli centri chiuderle significa condannare i piccoli comuni all’estinzione. Non è solo una questione di costi, ma è la logica politica che è elitaria, dimenticando quanto costi umanizzare e recuperare le periferie degradate e invivibili dei centri urbani>. Conclude Gnesi: < Chiederemo alla Regione  Lazio che nei comuni fino 2000 abitanti sia garantita la scuola dell’obbligo  mediante la possibilità di costituire le classi con un numero minimo di 6 alunni. Chiediamo rispetto per la nostra gente, e la delibera del consiglio comunale è solo il primo passo>. CAP
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