Sora – Anteprima del Festival delle Storie, intervista a Vittorio Macioce

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Fervono i preparativi del Festival delle Storie, straordinaria kermesse firmata Vittorio Macioce che quest’anno, oltre alla Valcomino, farà tappa anche a Sora. In particolare, quella in riva al Liri, sarà la giornata di apertura del Festival, fissata per il 22 di agosto e partirà da un luogo simbolo, un angolo della città suggestivo e magico: la casa natale di Vittorio De Sica in via Branca, dinanzi Largo San Giovanni, altro palco naturale per alcuni appuntamenti del Festival.

In collaborazione con l’amministrazione comunale, che ha fortemente voluto patrocinare la tappa in città con un contributo fattivo anche nell’organizzazione, si stanno mettendo a punto gli ultimi ritocchi per realizzare un evento di indiscusso pregio e spessore che quest’anno avrà come media partner Tg24.info.vittoriomaciocetg24sora2 Ieri, sabato 8 agosto, Vittorio Macioce, caporedattore de Il Giornale, insieme al suo staff, è stato a Sora per definire i contorni di quello che è senza dubbio l’evento dell’estate. Ai microfoni del nostro direttore Roberta Pugliesi ha svelato parte del ricchissimo programma che verrà ufficializzato nelle prossime ore. Il Festival delle Storie nasce nel 2009 dall’idea del club “Antrasarta” e, all’inizio, è solo un’improvvisazione. E’ un piccolo circolo culturale con un nome evocativo, un termine dialettale comune, in varie sfumature, a gran parte del Sud.  Antrasarta significa “all’improvviso”.  Antrasarta è il mutamento, qualcosa che ti sorprende, che non ti aspetti. E’ l’incanto, l’epifania, la rivelazione di cui parlava Joyce. E’ l’improvvisazione che nasce dal ventre di una terra e dalla sua cultura, ormai da tempo trascurata. Per credere in Antrasarta bisogna rischiare, ma sempre con la coscienza di avere radici. targavittoriodesicatg24soraL’obiettivo di questo progetto è far diventare la Valle di Comino il crocevia di storie, incontri, libri, scrittori, personaggi, viandanti, filosofi, astrofisici, fumettisti e fumettari, cantastorie e parolieri, dissidenti e burattinai impegnati insieme a ricordare, riflettere e immaginare un futuro possibile. Grazie all’iniziativa di intellettuali e professionisti nativi della valle, e alla collaborazione di grandi nomi della cultura che hanno scoperto con entusiasmo questi luoghi, è stato possibile gettare le basi di un progetto che non si limita alla cura dei singoli episodi annuali, ma che si pone precisi obiettivi di sviluppo nel tempo. Tutto questo è il primo passo verso un’identificazione forte: la Valle di Comino come Valle delle Storie. La valle come un luogo di memoria. La valle come grande biblioteca virtuale ma con un territorio di grandi valenze ambientali e culturali da cui ripartire per immaginare un possibile sviluppo compatibile. – See more at www.festivaldellestorie.org La Redazione
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