Lazio – Nuove terapie stanno cambiando il volto della Sclerosi Multipla (video)

Irene Mizzoni
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L’odierna disponibilità di innovativi principi attivi è il segno che la scienza medica continua a interessarsi alle condizioni delle persone con questa malattia del sistema nervoso, che nel Lazio sono più di 8.000, al fine di dare loro una qualità di vita uguale al resto della popolazione.

<In quest’ottica alcuni rimedi “storici”, che vantano una consolidata esperienza d’uso, sono stati riformulati soprattutto per rendere più semplice la loro assunzione. Tra questi il peginterferone beta-1a, una nuova molecola frutto dell’unione – si legge nella nota – del noto interferone con una catena lineare di PEG, già disponibile e rimborsata dalla nostra Regione che essendo iniettabile sottocute ogni due settimane impedisce che queste persone diventino “stanche” di prendere la terapia. Grazie all’innovativo processo chimico della peghilazione, la molecola è infatti diventata più stabile nel tempo e quindi più idonea a essere efficace e ben tollerata per lunghi periodi pur con una minore frequenza d’assunzione. Sebbene non si sia ancora in grado di guarire dalla sclerosi multipla, è possibile tuttavia rallentare la sua progressione. A questo importante traguardo contribuisce anche il peginterferone beta-1a che ha dimostrato – secondo lo studio ADVANCE – di ridurre in modo significativo il numero di ricadute, le lesioni cerebrali riscontrabili alla risonanza magnetica e l’avanzare della disabilità>. Nel servizio video l’intervista alla Prof.ssa Ada Francia, neurologo dedicato al Centro Sclerosi Multipla del Policlinico Umberto I dell’Università Sapienza di Roma.
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