Dopo più di cento venti anni il Museo Civico cittadino ospita permanentemente i reperti rinvenuti in località La Stazza nel 1882 e trasferiti, all’epoca, a Roma presso il Museo di Villa Giulia.

Le terrecotte e alcuni depositi votivi pertinenti al tempietto etrusco italico ritrovato da alcuni archeologi ottocenteschi in territorio alatrense,
finalmente sono tornati e i cittadini possono ammirarli in una apposita ala del civico museo appena allestita. Le terrecotte architettoniche sono così tornate ad Alatri dopo 126 anni di permanenza al Museo nazionale etrusco di Villa Giulia. All’interno del museo civico,
ampliato anche grazie all’acquisto delle tre stanze che sono state al centro del dibattito pubblico per molti mesi tra favorevoli e contrari, da qualche giorno c’è l’esposizione permanente del tempietto di Alatri (ricostruzione e reperti originali).

Ricordiamo che nel 1882 furono rivenute una base di colonna e frammenti di terrecotte architettoniche pertinenti un tempietto etrusco-italico, ed un muro in pera poligonale, poi, nel 1889 ci fu una nuova campagna di scavi che permisero di riconoscere l’area del tempio nella sua interezza e di raccogliere elementi che appartenevano al coronamento fittile. I reperti furono trasferiti nel costituendo museo di Villa Giulia.
Nel 2013, più di un secolo dopo grazie alla sinergia tra amministrazione Morini e Soprintendenza archeologica, la Città è tornata in possesso dei reperti. Domenica scorsa si è svolta l’
inaugurazione alla presenza del sindaco Giuseppe Morini e del delegato alla cultura Carlo Fantini, oltre al direttore del museo Luca Attenni e Simona Carosi e Agnese Livia Fischetti.
A.T.