Pagavano il pizzo per poter lavorare tranquilli e il loro denaro, invece, veniva utilizzato dagli affiliati al clan Fragnoli, Gagliardi, Pagliuca, per ‘sostenere’ le famiglie dei detenuti. Chi non riusciva a versare la quota mensile veniva picchiato selvaggiamente. L’indagine messa a segno dai Carabinieri della Compagnia di Mondragone e coordinata dalla DDA di Napoli ha visto eseguire 57 arresti in tutta Italia. A finire in carcere, con l’accusa di associazione a delinquere di stampo camorristico anche due fratelli di Cassino.
Un’inchiesta importantissima che ha smantellato un gruppo criminale di spessore che, secondo il sostituto procuratore della Distrettuale campana Alessandro D’Alessio, gestiva il traffico di droga e il racket delle estorsioni in maniera cruenta. Nel corso delle indagini i militari dell’Arma mondragonese sono riusciti a sventare un tentato omicidio e la morte di un cassiere infedele che invece di versare interamente le somme al clan avrebbe trattenuto per se un ingente somma di danaro. Questo aveva portato il capo del clan a decidere per la sua morte immediata. Cinquantasette arresti (39 in carcere, 5 agli arresti domiciliari e 7 divieti di accesso e di dimora nei comuni delle regioni Lazio e Campania), avvenuti tra le province di Napoli, Pavia, Varese, Roma, Latina oltre che nella stessa cittadina del litorale domiziano. Secondo gli inquirenti, il nuovo patto tra famiglie mafiose aveva quasi del tutto sostituito il potere del vecchio boss Augusto La Torre e del suo clan. Le accuse contestate agli arrestati vanno dal tentato omicidio all’estorsione, dal traffico di droga alla ricettazione, ovviamente con l’aggravante del metodo mafioso, mentre per alcuni degli arrestati l’accusa è di associazione esterna. Un gruppo malavitoso dedito al traffico ed alla vendita di sostanze stupefacenti (cocaina, crack, hashish e marijuana) con a capo i promotori del clan e alle dipendenze i numerosi pusher delle “piazze di spaccio” dislocate lungo il litorale mondragonese. Quindici le estorsioni accertate dagli investigatori: nove consumate e sei tentate con atti intimidatori eseguiti anche con l’uso di armi. I due fratelli cassinati sono stati associati al carcere di Poggioreale dove nei prossimi giorni saranno interrogati. Angela Nicoletti
