Un gruppo di giovani volenterosi e senza occupazione ha deciso di “fare squadra” e creare un movimento costruttivo. Primo obiettivo: partire dalla rete per arrivare alla vita reale.

“
L’idea di creare ‘il coordinamento dei disoccupati di Alatri’ nasce dalla disperazione di un’ampia categoria di persone, quella dei Disoccupati”. Inizia così la chiacchierata con Valeria Santucci, una delle
ideatrici del movimento social che punta, però, a non rimanere isolato sul web ma a farsi parte
attiva nella vita reale.
“N
essuno parla mai sentitamente di ‘Noi’– continua la giovane disoccupata alatrense-
o meglio, non concretizza la reale gravità della situazione in cui ci troviamo. Vogliamo attuare un progetto reale e concreto che aiuti almeno la maggior parte dei disoccupati di Alatri nel trovare un lavoro. Siamo stufi di essere dei fantasmi, non siamo né numeri né percentuali statistiche ma siamo persone, siamo cittadini che denunciano a viso aperto la propria condizione e l’inerzia di tutte le amministrazioni che si sono succedute negli ultimi decenni, che invece di occuparsi realmente della situazione l’hanno camuffata con false promesse, soprattutto nella fase elettorale”.
Tra gli obiettivi espliciti del coordinamento troviamo:
-Uscire dalla passività e
scendere in campo in prima persona senza più delegare altri;
-Ottenere un
riscatto sociale per troppo tempo calpestato e negato;
-Riuscire ad eliminare la grave tempesta di
gesti estremi che si è creata negli ultimi tempi. Non si può morire di ‘lavoro’;
-Obbligare chi di dovere ad
informare la città sulla reale situazione e di riportare sempre i reali numeri di disoccupati presenti nel territorio;
-Organizzare
eventi, petizioni, manifestazioni e qualunque tipo di protesta necessaria per farsi sentire.
È proprio Valeria a lanciare dal nostro magazine un
appello accorato: “
Chiedo a tutti i disoccupati di iscriversi al gruppo e di partecipare a tutti gli eventi che attuerò perché solo uscendo dall’isolamento si può cambiare la nostra situazione”.
A chi ritiene certe mobilitazioni prive di senso e “virtuali” ricordiamo che anche sulla questione ‘
sanità’ circa due anni addietro nacque un movimento che con dure battaglie e impegno, ha portato a risultati che cominciamo a vedere concretamente sulla sanità locale. Se anche questo movimento avrà al forza necessaria e la resistenza nel tempo, forse qualcosa potrà cambiare. E non si dica che il Comune non ha competenze dirette sull’offerta lavorativa, intanto perché così non è, e in secondo luogo perché proprio l’esempio della sanità, sulla quale l’Amministrazione locale può poco, fa da
garante sulla utilità di una mobilitazione popolare.
Andrea Tagliaferri