“L’agricoltura sociale rappresenta la nuova frontiera per lo sviluppo imprenditoriale agricolo nel nostro territorio”. Lo afferma il presidente del Consorzio di Bonifica Valle del Liri di Cassino, dottor Pasquale Ciacciarelli, spiegando che oggi l’agricoltura non deve essere vista più semplicisticamente come il duro e tradizionale lavoro dei campi ma come una componente essenziale e qualificante per intraprendere iniziative imprenditoriali di più ampio respiro.
Un settore che può essere spiegato facilmente con due esempi imprenditoriali concreti e già presenti nel nostro territorio, nella fase iniziale ma già sostanzialmente consolidati, uno a Villa Latina e l’altro a Cassino. Nel primo caso una Cooperativa sociale ha avviato un progetto di reinserimento sociale riservato agli ospiti della propria Casa di accoglienza per minori o donne in difficoltà o vittime di violenza.
Si tratta di un progetto, che si avvale della collaborazione dell’Arsial e dell’Istituto Agrario di Alvito, che prevede la coltivazione di orti e giardini per una durata massima di sei mesi, al termine dei quali, per queste donne si può aprire anche lo spiraglio dell’inserimento nel mondo del lavoro, anche se l’obiettivo principale è quello del pieno recupero psicologico e sociale.
Un progetto molto interessante che associa gli aspetti terapeutici ed assistenziali all’impiego in attività lavorative quotidiane a contatto con la natura e l’ambiente circostante.
Il secondo progetto riguarda una fattoria sociale di cui la prossima settimana ci sarà il simbolico taglio del nastro, attiva nelle campagne di Cassino a cura di una Cooperativa che opera sul territorio già da diversi anni con due case famiglia nel campo dell’accoglienza ed assistenza di minori in difficoltà.
In questo caso, gli oltre 20 bambini ed adolescenti ospiti delle due strutture, oltre a frequentare la scuola e svolgere la normale attività didattica, 4 giorni alla settimana sono impegnati nella fattoria sociale all’interno di un progetto di sensibilizzazione verso i temi della sostenibilità ambientale e della sana alimentazione.
In particolare i ragazzi, con la guida di un agronomo ed altri esperti del settore, si occupano della riqualificazione di un terreno sul quale vengono coltivate piante orticole, ornamentali ed officinali ed allevati piccoli animali domestici o da cortile.
In pratica grazie a questo progetto è possibile attivare la produzione a km 0 di prodotti da utilizzare nell’alimentazione quotidiana degli stessi ospiti delle due case famiglia.
Insomma – conclude Ciacciarelli – sono convinto che l’agricoltura sociale possa essere un settore da sviluppare e favorire per aiutare il reinserimento sociale di soggetti che vivono situazioni di particolare disagio sociale, per riscoprire l’importanza dell’agricoltura, per creare nuovi posti di lavoro e per costruire un ambiente più a misura d’uomo.
Attività che possono essere avviate anche grazie ai finanziamenti previsti dal nuovo PSR 2014-2020.
