<Acqua pubblica? IL PD e la maggioranza al Parlamento continuano a non voler ottemperare al voto espresso da milioni di italiani che hanno votato al referendum del 2011>. Lo sostiene il consigliere comunale Carmelo Palombo che aggiunge: <Gli interessi sull’acqua sono tanti e sono forti, e la politica è sempre più debole e non è in grado di contrastare gli interessi di pochi a discapito dei tanti>.
“Infatti – continua Palombo – la proposta di legge in discussione in aula, sostenuta e votata dal PD, per la gestione pubblica delle acque così com’è formulata tradisce totalmente l’esito del referendum del 2011. Nella proposta il servizio idrico non viene più qualificato come servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, sottratto alla libera concorrenza e realizzato senza fini di lucro, ma come un servizio pubblico locale di interesse economico, che continua ad essere affidato secondo le modalità previste dall’articolo 149-bis del decreto legislativo 152 del 2006, come già modificato dalla legge n. 164 del 2014 e ulteriormente dalle norme previste nel testo in discussione. Ciò significa che è possibile assegnare in via diretta a società interamente pubbliche o partecipate dagli enti locali soltanto ‘in via prioritaria’, ciò senza escludere l’assegnazione a società di diritto privato avente scopo di lucro invia subordinata! Si rafforza e si giustifica sempre di più la nostra scelta di uscire dai confini dei partiti romanocentrici; attendiamo curiosi cosa dirà il Pd di Cassino sull’acqua pubblica e su un sindaco che ha “dimenticato” di costituirsi al TAR contro l’ACEA in un contenzioso di pochi spiccioli, circa 20 milioni di Euro, che graveranno sulle tasche di noi cittadini di Cassino”.
VV
