Il Consiglio di Stato ha deciso: al comune di Pastena è stato addebitato il pagamento di circa 430mila euro per compensare le mensilità che il Ministero dell’Interno ha versato dal 1992 al 2010 per la mobilità di una dipendente andata in pensione.
Cerchiamo di capire cosa è accaduto. Una dipendente delle ferrovie dello Stato nel 1992 ottiene il trasferimento presso il comune e l’anno dopo va in pensione. Nonostante ciò il Ministero dell’Interno continua ad erogare dodici mensilità annue più tredicesima senza che nessuno se ne accorga e ponga rimedio a questa situazione. Spiega il sindaco Arturo Gnesi: <Una storia che già conoscevamo e che temevamo potesse andare a finire in questo modo e a nulla sono valse le giustificazioni dei nostri uffici e le ragioni presentate dall’avvocato. Abbiamo constatato questa anomalia all’inizio della nostra legislatura e abbiamo richiesto la prescrizione, che non è stata accordata, e quella del trasferimento delle somme sulla massa passiva gestita dal commissario nominato per il dissesto finanziario. Trattandosi di somme vincolate il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso del comune>. Il primo cittadino ne approfitta per lanciare una frecciata nei confronti dei suoi predecessori al comune: <Si tratterà adesso di fare un altro sforzo, dopo aver attraversato un mare di debiti che le leggerezze e gli errori delle passate amministrazioni hanno causato alla nostra comunità. Il lavoro che abbiamo svolto in questi anni è servito a rimettere in piedi un paese che era stramazzato al suolo, abbiamo consentito al nostro bilancio di riprendere fiato e pertanto abbiamo creato le premesse per creare una nuova stagione di benessere e di sviluppo. Purtroppo capita che gli oppositori di queste cose non parlano mai, tentano di spostare l’attenzione su altri temi, l’erba alta, le rotture idriche, le buche sulle strade, sena mai ragionare sull’enorme buco che hanno lasciato nei conti del comune>. CAP
