Venti anni di carcere per aver assassinato con un solo di colpo di pistola alla testa, l’avvocato Mario Piccolino. Il Giudice per le Udienze Preliminari di Cassino, la dottoressa Donatella Perna, ieri pomeriggio ha emesso il verdetto di condanna nei confronti di Michele Rossi, 57enne di Castelforte ed assassino-reo confesso.
Rossi, il cui avvocato ha scelto il rito abbreviato, il 29 maggio del 2015, ha ‘giustiziato‘ nel suo studio di Formia, il legale di 71 anni nativo di Ausonia e ideatore di un blog molto seguito nel basso Lazio, ‘Free Village’. Una morte inspiegabile quella di Mario Piccolino che per sei giorni rimane avvolta nel mistero. Fino a quando gli investigatori della Squadra Mobile di Latina, coordinati dal questore Giuseppe De Matteis, non individuano una pista ben precisa e in meno di dieci giorni, sotto le direttive del sostituto procuratore Alfredo Mattei della Procura di Cassino, l’omicidia di Mario Piccolino ha un nome ed un volto. E’ una sua vecchia conoscenza. L’avvocato 16 anni prima aveva assistito in una causa contro Michele Rossi, una famiglia di Formia proprietaria di una casa sull’isola di Ventotene dove, lo stesso Rossi, possiedeva una grotta confinante. E’ sarebbe stata proprio quella grotta occupata abusivamente secondo i giudici, a far covare un rancore nei confronti dell’anziano legale. Una vendetta studiata per oltre quindici anni e poi messa in atto nel maggio del 2015. La decisione del Gup è stata accolta con amarezza e sconcerto dal fratello di Mario Piccolino, il professor Michele che ieri pomeriggio unitamente agli avvocati Alberto Scerbo e Antonio Piccolino, ha presenziato all’udienza. “La vita di un avvocato assassinato nel suo studio in quel modo – ha commentato il fratello della vittima – non può valere solo venti anni. Mario era un legale perbene ed un uomo perbene che è stato ucciso in maniera orribile”. Angela Nicoletti
