Inchiesta sui falsi incidenti, il pubblico ministero chiede il rinvio a giudizio per 46 persone che a vario titolo debbono rispondere di associazione a delinquere, falso in concorso, fraudolento danneggiamento dei beni assicurati, falsità ideologica di pubblica certificazione e truffa. L’udienza preliminare davanti al gip è stata fissata per il 31 maggio prossimo.
Le indagini sono state avviate nel 2012 quando alcune compagnie assicurative denunciarono in procura di essere state vittime di automobilisti che con la complicità di liquidatori, avvocati, medici e carrozzieri, avevano chiesto un risarcimento danni per incidenti mai avvenuti. L’inchiesta portata avanti dalla procura avrebbe accertato che dietro i sinistri <fantasma> si nascondeva, come si legge nel capo d’imputazione <una associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe in danno delle compagnie di assicurazione>. Il modus operandi consisteva nel presentare con notevole ritardo la denuncia rispetto alla data del sinistro stesso (anche alcuni mesi dopo l’evento). Ciò al fine di evitare che la relativa perizia venisse eseguita tempestivamente ossia con esame diretto del veicolo danneggiato. Le perizie avvenivano quindi a riparazione già eseguita, sulla base di fotografie digitali dei danni e dei pezzi sostituiti- facilmente alterabili- spesso fornite dagli associati carrozzieri. Tra le compagnie assicurative vittime di questa maxi truffa la Unipol, Allians Assicurazioni, La Cattolica, Duomo, Assicurazione Dialogo, Groupama Assimoco e Zurich Insurance. Mar.Ming.
