Cassino – Operazione Anticamorra, incastrati da Facebook

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Una pagina di Facebook come vetrina per pubblicare viaggi da sogno negli Emirati Arabi oppure nella sempre sciccosissima Porto Cervo, ha consentito Finanza di ‘incastrare’ i titolari di un atelier che seppur denunciando un reddito bassissimo conducevano uno stile di vita da nababbi.

Questi e tanti altri i dettagli che emergono dall’ordinanza di oltre duecentocinquanta pagine vergata dal Giudice per le Indagini Preliminari di Napoli Maria Gabriella Pepe e stilata grazie al certosino lavoro di diversi ufficiali delle Fiamme Gialle che si sono succeduti nel tempo a Cassino come il capitano Vincenzo Ciccarelli e il suo successore Pasquale Diana. Un’ordinanza che ricostruisce legami risalenti almeno a trenta anni fa e che parla di soggetti che da sempre ruotano vicino alla malavita organizzata: dalla Banda della Magliana al gruppo di Bardellino. I pentiti che forniscono informazioni parlano anche di un uomo residente a Cassino, vicino a Casalesi e che per diverso tempo ha avuto una figlia in consiglio comunale nella città martire. Un altro importante aspetto viene fornito a riguardo della presenza di boss sanguinari nel comprensorio cittadino: da Luigi Venosa, detto o’cocchiere a Giuseppe Setola. Un papiro giudiziario che se dovesse trovare riscontro e che se fosse ritenuto attendibile andrebbe a disegnare una nuova geografia criminale nel Cassinate e nell’alto casertano.
Angela Nicoletti
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