Cassino – Acquedotto comunale, Francesco Mosillo dice la sua

catcst
3 MIn Lettura
L’acquedotto comunale non deve essere ceduto. Il problema della gestione degli acquedotti, a Cassino e nel resto della provincia, con le direttive varate qualche anno fa, ha portato alla scomparsa dei servizi di approvvigionamento gestiti dai comuni. A Cassino come è noto il centro urbano è servito dall’acquedotto comunale, le periferie dall’Acea. Su ciò si sta facendo una battaglia a che la legge venga rivista.

Ricorsi, sentenze, pronunciamenti, sino ad oggi non hanno dato ragione ai Comuni che si oppongono a che un privato gestisca un bene della natura indispensabile per la nostra sopravvivenza. «Secondo il mio modo di vedere la vicenda – dice Francesco Mosillo, candidato a sindaco di Cassino per la prossima tornata elettorale – sposterei il tiro su ben altro. Ovviamente dovrà essere continuata la battaglia a che l’acquedotto comunale non debba essere ceduto, ci mancherebbe altro. Dico ciò anche per riequilibrare in brevissimo tempo il discorso dei costi dell’approvvigionamento idrico fra il centro e le periferie, dove la tariffa a metro cubo è davvero salata. Sono arciconvinto che un bene della natura debba essere di tutti e tutti ne debbano godere». Aggiunge Mosillo. «Partendo da questo principio, che penso nessuno possa contrastare, come accennavo, io guarderei con grande attenzione e dispiego di energie alle sorgenti. Cassino ha nel suo sottosuolo il più grande bacino idrico d’Europa. Dalle sorgenti del Gari captano in tanti, in particolare L’Acquedotto campano, come pure la stessa Fiat. Per captare occorrono concessioni rilasciate dalla regione di competenza, ciò a tutti gli effetti, come ben si sa, è sfruttamento minerario. Non a caso a Cassino lo sfruttamento delle Terme Varroniane è di appannaggio della proprietà dell’area su cui affiorano le sorgenti, ne ha fatto richiesta e la Regione Lazio ha assegnato la concessione. Quelle sono acque oligominerali che potrebbero essere commercializzate se solo ci fosse la volontà di superare ostacoli e la voglia di creare nuovi posti di lavoro. Ebbene, alla stregua delle Terme, la mia idea è quella di ottenere per tutto il territorio l’autorizzazione regionale, con l’avallo dell’autorità di Bacino, a che il Comune di Cassino sia il titolare della licenza di captazione”. (foto di repertorio)
VV
TAGGED:
Condividi questo articolo
Nessun commento