La sensazione che luci e lampioni spente fossero opera di una mente distorta, fredda e calcolatrice, potrebbe avere fondamento.
Sicuramente il buio è stato complice dei criminali che hanno effettuato i raid nella notte tra giovedì e venerdì, fuggiti solamente dopo che una persona dal sonno leggero aveva chiamato in soccorso i Carabinieri. Le uniche luci accese verso le quattro, erano quelle dell’edicola di Porta Cerere, modesto faro nel buio assoluto di un centro cittadino ormai desolato. Urge sicuramente un tavolo di lavoro, di confronto tra le autorità cittadine. Tutto è lasciato al caso, e Anagni non merita di cambiare il suo nome in “dead city”. Jackal
