Alatri – Ospedale, la Mastrobuono non molla

Andrea Tagliaferri
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Nonostante in partenza per l’importante fresco incarico alla guida dell’IRCCS Spallanzani, la Manager della ASL ciociara tiene il punto e ribadisce che ad Alatri si nascerà solo naturalmente.

Dopo la notizia del prossimo avvicendamento al vertice della ASL ciociara, con la partenza della D.G. Mastrobuono alla direzione dell’importante Ospedale romano Spallanzani, qualcuno sperava in una sorta di allentamento della tenacia con cui quest’ultima tiene il punto sulle decisioni prese ad applicazione dell’Atto aziendale e del Piano Strategico della regione Lazio sulla sanità. Invece non è proprio così, Isabella Mastrobuono pare voglia tenere il punto fino all’ultimo giorno di mandato in provincia di Frosinone e “puntella” le proprie decisioni con comunicati stampa netti e inamovibili. Il primo dei quali riguarda proprio la controversa mastrobuonoquestione del S.Benedetto e del reparto Ginecologia, ormai fermo per la costruzione della Casa della Maternità. « Nella  struttura  di  Alatri– dichiara la Manager in un comunicato stampa- si tornerà a partorire  da ottobre in modo naturale  non  appena saranno conclusi  i  lavori per  realizzare la  Casa  della  Maternità,  il cui termine è previsto per metà settembre.  Si tratta,  come è stato spiegato più volte,  di una  struttura all’avanguardia  dotata  di  tutti  i servizi  più   moderni  per  assicurare alle mamme  un  parto  in condizioni di massima sicurezza evitando il triste primato dei parti cesarei.  Sicurezza  che l’Ospedale  non  poteva garantire con la precedente configurazione.  Dunque non si chiude  nulla  ma,  come ho sempre affermato,  si offre un servizio migliore  inimmaginabile  fino  a due  anni  fa  quando  nella  provincia di Frosinone gli ospedali  si  chiudevano e basta.   Per  quanto  riguarda, invece,  l’ambulanza e le recenti affermazioni dell’on. Luca Frusone– conclude la D.G.-  vi è da  dire che  il servizio è  stato  attivato  per  garantire  interventi  tempestivi  in caso di urgenza. Il costo indicato non corrisponde al vero poiché è di circa la metà.  In ogni caso dal 1 agosto  cessa e sarà sostituito da  altri mezzi  che l’Azienda ha convenzionato per  garantire  trasporti  interni alle  sue  strutture.  Alla luce di questi  fatti  è  del  tutto evidente che la polemica che si trascina da mesi è  del tutto  strumentale  e nulla  ha  a  che vedere con la  tutela  della  salute e la salvaguardia dell’Ospedale».     Andrea Tagliaferri
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