Alatri – “Il forno della resistenza”, l’incontro con la fotoreporter che sfida la guerra (video)

Andrea Tagliaferri
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L’inaugurazione della mostra fotografica sull’unico forno attivo a Kobane nel Kurdistan durante la guerra all’Isis presso il Garden Sports Bar, si è trasformata in un incontro e in un toccante racconto.

Maria Novella De Luca è già nota ai nostri lettori per la sua attività di fotoreporter che negli anni l’hanno vista sfidare la sorte in posti del pianeta che in quel dato momento attraversavano terribili disastri umanitari e sociali, molti ancora non risolti. Questa volta, dopo aver esposto i suoi scatti sul Forno di Kobane (Kurdistan Siriano) presso uno studio medico-odontoiatrico di Alatri, ha deciso di affidare i propri scatti ad una location un pò più accessibile anche se sempre non dispersiva, quella del Garden Sports Bar & Fields in località Chiappitto (zona Ospedale). La De Luca ha ritenuto questo angolo di incontro adatto a rappresentare quell’ambiente amichevole e intimo che poteva dare un qualcosa di più alla mostra pura e semplice, e così è stato. La sala era gremita di amici, appassionati di foto, conoscenti ma anche semplici curiosi che hanno apprezzato il racconto a due fatto dalla Reporter sapientemente “supportata” e stimolata da Claudia Fantini, non nuova ad iniziative del genere ma pur tuttavia particolarmente emozionata e toccata dalle parole e, soprattutto, dalle fotografie di Maria Novella De Luca che rimarranno esposte e liberamente accessibili per almeno dieci giorni. Quello che è venuto fuori in particolare dalla protagonista e dai suoi racconti di come si è introdotta clandestinamente in Kurdistan, di come ha atteso all’infinito ogni evento, di come ha comunicato senza conoscere la lingua locale con chi ancora viveva in una città apparentemente fantasma ma sotto sotto ancora viva, è soprattutto la sua voglia di farsi portavoce di un dramma dimenticato dall’occidente. I Curdi, infatti, quasi invisibili alla Comunità internazionale, hanno combattuto da soli contro il tanto temuto Califfato (ISIS ndr) e, contemporaneamente, si sono dovuti difendere dai bombardamenti a tappeto e dai rastrellamenti dei Turchi. Ma ce l’hanno fatta e hanno liberato la propria città-simbolo, Kobane appunto. Ma l’occhio della attentissima reporter non si è soffermato sul piano generale, sul dolore, sulla distruzione, sulle bombe; Maria Novella De Luca ha raccontato una storia “bella” e piena di speranza, quella dell’unica attività commerciale ancora attiva durante tutto il periodo di guerra, il forno che ha continuato a distribuire pane caldo e “amore” contro il terrore della guerra. Non a caso c’è una netta differenza tra un fotografo (anche se bravo) ed un fotoreporter che fonde il sapiente uso della fotocamera al fiuto per la notizia tipica del giornalista. Nelle immagini alcuni momenti dell’evento e alcuni scatti delle foto della De Luca. Andrea Tagliaferri    
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