Si avvicinano le elezioni amministrative 2016 per il rinnovo del consiglio cittadino. Tullio Di Zazzo, candidato alla carica di sindaco della città di Cassino, propone tre luoghi da cui ripartire per il rilancio della città.
“Il progetto che si intende proporre ai cittadini di Cassino non è un semplice programma elettorale, ma neppure appartiene al mondo dei sogni. Vuol essere, piuttosto, l’apertura di un orizzonte che ha il suo focus e la sua luce prospettica nel ritrovato protagonismo delle persone, nella valorizzazione della cittadinanza attiva, espressa dalle associazioni e dai movimenti politico-culturali e, soprattutto, presuppone la formazione di spazi di condivisione e la rinnovata centralità dei luoghi istituzionali per la ricostituzione di autentico spirito pubblico e di un forte sentire comune. L’idea che sostiene il progetto è infatti scaturita dalla consapevolezza che la ricostruzione del tessuto sociale della nostra Città passa non soltanto attraverso il riscatto dalla grave crisi economica e occupazionale che ha colpito con particolare intensità il nostro territorio, ma esige anche e soprattutto l’investimento collettivo nelle risorse culturali in grado di rilanciare i valori e i principi dell’etica di cittadinanza e l’espansione dei diritti. In questa prospettiva, per limitarci a una mera suggestione, l’idea di città che guida il progetto si lascia delineare nell’articolazione di una topologia simbolica che definisce il rango e le potenzialità di sviluppo a partire da alcuni luoghi notevoli. Si tratta, infatti, di promuovere e di realizzare una rete di relazioni, di connessioni e interazioni che, a vario titolo, colleghino questi luoghi notevoli dello spazio pubblico, facendone momenti ed elementi un sistema dinamico polifunzionale. Il primo di questi luoghi è il Tribunale di Cassino, che ha recentemente raddoppiato le sue competenze territoriali e che, per la sua dislocazione geografica, costituisce un importante baluardo per la sicurezza dei cittadini e per la difesa della legalità contro la minaccia permanente della criminalità organizzata. E’ assolutamente necessario, anche attraverso la presentazione di euro-progetti finanziabili dall’Unione europea, individuare una nuova sede unificata delle strutture del Tribunale, in una zona strategica del sistema viario, prossima alla rete autostradale e alla superstrada di collegamento con la provincia di Latina. La possibilità di una radicale ristrutturazione dell’ex-ospedale “Gemma De Bosis” per collocarvi le strutture giudiziarie resta un’opzione da valutare con grande attenzione proprio per la sua ubicazione strategica e per l’adiacenza di grandi aree di parcheggio. Peraltro, il trasferimento del Tribunale nel rione Colosseo costituirebbe un’occasione straordinaria per un serio intervento di riqualificazione urbanistica di una delle periferie storiche di Cassino, attualmente aggredita da una dissennata speculazione edilizia. Questa ipotesi permetterebbe all’attuale sede del Tribunale di ospitare gli uffici e le strutture sanitarie dell’ASL cassinate, attualmente disperse nel tessuto urbano, configurando il progetto di una cittadella dell’assistenza e della prevenzione collocata nel centro urbano di Cassino. Un altro luogo notevole, anzi forse il luogo simbolicamente dominante nella storia e nella cultura cassinate, è certamente l’Abbazia di Montecassino. La sua presenza e la sua centralità va ripensata sul piano funzionale, sia attraverso le strade di collegamento, pedonali e carrabili, sia inserendola in un piano organico di tutela paesaggistica e di valorizzazione turistico-naturalistica, secondo quanto previsto dalla Legge istitutiva del monumento naturale di Montecassino (attualmente gestito dall’Ente Parco Monti Aurunci). Naturalmente, l’affidamento della gestione del “monumento” alle strutture del Comune nel cui territorio esso insiste, ne permetterebbe l’integrazione con il ricco giacimento archeologico (anfiteatro e teatro romano, strada romana, Rocca Janula, ninfeo Ponari) da ripensare in chiave di itinerario turistico programmato. Infine, un altro luogo notevole di questa topologia ideale di recupero del tessuto storico e culturale di Cassino è la riqualificazione e la nuova destinazione dell’ex-campo di concentramento sulla via per la contrada di Caira, nel quale furono internati per circa 8 mesi oltre 30.000 prigionieri austriaci della grande guerra, e in seguito, parzialmente utilizzato come deposito militare. Esso potrebbe diventare la sede di una Fondazione per la gestione dei progetti relativi a “Cassino città della pace” e, in particolare, delle attività connesse all’Osservatorio internazionale sui potenziali conflitti ai confini dell’Europa, al quale dovrebbero essere invitati a partecipare, con cadenza annuale, in occasione delle celebrazioni di S.Benedetto, le delegazioni diplomatiche dei Paesi i cui eserciti si affrontarono nella battaglia di Cassino e di Montecassino del 1944. Naturalmente, nell’organizzazione e nella realizzazione delle manifestazioni progettate dall’Osservatorio [da intitolare, presumibilmente, al filosofo Ludwig Wittgenstein, che fu l’ospite più illustre del campo di prigionia] un ruolo centrale deve essere riservato ai docenti, agli studiosi e agli studenti dell’Università degli Studi di Cassino, che costituiscono la principale risorsa culturale per la concreta attuazione delle relazioni internazionali destinate a sostenere il progetto. È evidente, del resto, come anche in questo caso, il recupero di un luogo notevole della memoria storica della città, come l’ex campo di concentramento di Caira, diventerebbe l’occasione per progettare un serio intervento urbanistico di riqualificazione del quartiere S.Silvestro, una delle zone paesaggistiche più caratteristiche della vecchia Cassino: quasi a rimarginare finalmente una ferita che la frettolosa ricostruzione della città all’indomani dell’ultimo conflitto mondiale aveva ancora lasciato sanguinare.
