Pontecorvo – Sanità: lettera aperta dei sindacati alla popolazione

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“Sentiamo  il dovere di scrivere alla cittadinanza di Pontecorvo,  dopo una lunga riflessione e una serie di considerazioni che abbiamo fatto, forti della esperienza direttamente vissuta nella vicenda”, si apre così la nota dell FIMMG: Caterina Pizzutelli     SMI: Meri Nannucci     SNAMI: Giovanni Magnante     UGL: Rosa Roccatani. 

 

“Pontecorvo ha sul suo territorio una struttura sanitaria che negli anni è stata Ospedale civile, poi Ospedale distrettuale, poi casa della salute. Il Pronto soccorso dell’ex ospedale è stato trasformato in punto di primo intervento diurno e notturno, poi solo diurno. La rivisitazione regionale del sistema dell’emergenza urgenza ha portato a dover ridisegnare questo assetto, non prevedendo più negli atti programmatori né regionali  né in quelli aziendali (approvati dalla conferenza dei sindaci)  tale struttura dedicata all’urgenza, il che la rende inefficace nel modo che fino ad oggi è stato.  Il sistema pertanto va cambiato e migliorato scegliendo vie percorribili e serie, e mai inseguendo i miraggi o le promesse  bislacche. La questione va affrontata e risolta in altri modi, e le vie ci sono.

Come Sindacati negli organismi ufficiali della Asl ci siamo occupati da tempo del problema.  Abbiamo manifestato la contrarietà alle modalità con cui si andava a modificare lo status del PPI, tanto che dopo aver inutilmente richiesto, varie  settimane fa, negli organismi consultivi della Asl, che il problema si risolvesse con la via di buon senso dell’intervento sindacale concertativo, siamo stati costretti a ricorrere alle vie legali, depositando il 29.03.2016 alla Asl di Frosinone un atto di intimazione e diffida su Pontecorvo,che è a disposizione di tutti i cittadini che ce ne chiedano copia.

E in precedenza ancora, il giorno 11.03.2016, avevamo pure inviato un comunicato stampa agli organi di informazione, intitolandolo al “Pasticcio di Pontecorvo” .

Avevamo il dono della chiaroveggenza? No, avevamo semplicemente ragionato responsabilmente e  senza avere secondi fini. Era per noi, da tecnici sopra le parti, fin troppo chiaro che ci si stava infilando in sorta di pantano, e i fatti ci stanno dando ragione.

Noi vogliamo dire alla popolazione quale è per noi l’unica seria e migliorativa soluzione al problema: innovare profondamente e qualitativamente le strutture deputate all’urgenza, immettendo a Pontecorvo una postazione  dell’Agenzia regionale emergenza sanitaria medicalizzata, capace di stabilizzare il paziente grave per proseguire nei giusti margini di sicurezza l’intervento successivo   evoluto nel DEA di riferimento. Per dirla in poche e chiare parole: a Pontecorvo serve che ci sia una collocazione dell’Ares 118 di livello avanzato e medicalizzato, che abbia il compito di stabilizzare e supportare le funzioni fisiologiche del paziente critico fino all’intervento completo che può essere effettuato seriamente solo nel DEA Ospedaliero per acuti, e con tutto il sostegno tecnico e strumentale necessario. Ogni altra congettura ci sembra solo una presa in giro della popolazione, inutile e pericolosa, che tenterebbe solo di dare una parvenza di servizio, senza che dietro ci sia un congruo livello di sicurezza come è obbligo morale e legale che ci sia”.

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