Alatri – Iannarilli a Frusone: “Meglio far fronte comune che attaccare inutilmente me”

Andrea Tagliaferri
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Ormai è guerra di repliche e contro repliche tra i due Deputati di Forza Italia e del Movimento 5 Stelle sul gestore idrico.

Lo scontro in atto tra i due parlamentari alatrensi, Frusone e Iannarilli, tocca ogni giorno livelli più alti. Il tema è molto delicato per entrambe le parti in causa, in quanto da un lato Iannarilli porta avanti una battaglia da anni contro Acea in ambito provinciale ma è anche accusato di responsabilità in quanto ex Presidente della Provincia, dall’altro Frusone porta avanti uno dei cavalli di battaglia del suo movimento anche a livello nazionale, l’Acqua come bene pubblico inalienabile. “È sconfortante leggere la risposta del deputato Frusoneesordisce l’ultima nota di Iannarillisu un problema serio come quello del servizio idrico. Farfuglia quattro parole, confondendo la necessità di garantire l’erogazione del minimo vitale a favore di chi è in difficoltà con la necessità di contestare le richieste di pagamenti esosi e non dovuti che gli utenti ricevono da Acea. Ne attribuisce la responsabilità a Berlusconi per un decreto su Equitalia del 2006, ben sapendo che ci si può difendere anche contro Equitalia! Come laureato in giurisprudenza dovrebbe sapere che la bolletta non è titolo esecutivo ma di parte. Caro Frusone, parli tanto di “acqua pubblica” ma non sai neanche cosa sta accadendo in Parlamento, eppure dovresti esserne un componente. Vai a leggere i vari decreti attuativi della legge di stabilità 2016: tra questi ce n’è uno sui servizi pubblici locali. Leggiloesorta il candidato sindaco azzurrocercando di comprendere quello che state facendo. Con questo decreto si affossa definitivamente la possibilità di considerare l’acqua un bene comune, essenziale e pubblico. La risoluzione non la potevo decidere io ma solo i Sindaci, ed ora spero che tu abbia capito, anche se su questo non ho molta fiducia. Leggi le delibere da me adottate ed i documenti allegati, che sono chiari e precisi. La delibera del Commissario è stata da me impugnata ed il giudizio è ancora in corso; purtroppo, però, chi mi ha poi succeduto ha smantellato i tecnici che stavano operano per difenderci dalle richieste di Acea. I 75 milioni li hanno deliberati nel 2014, e nonostante agli atti fossero presenti documenti che certificavano illegittimità, i sindaci hanno votato i documenti Acea senza contestare nulla, perché non avevano capito di cosa si trattasse, ed hanno riconosciuto alla società tutto a piè di lista. I Cinque Stelle, che volevano cambiare il mondo, sono, purtroppo, anche loro, supini ai poteri forti, soprattutto se si tratta di poteri economici. Mai un’ azione di contrasto, soltanto chiacchiere od opposizione a quello che l’Assemblea dei Sindaci deliberava. Sarebbe stato molto più serioconclude Iannarillianziché attaccarmi, fare fronte comune su una vicenda che non dovrebbe essere la bandiera di questo o quel movimento politico, ma di tutti coloro che vogliono tutelare il territorio ed i cittadini, ed è emblematico che non si sia mai voluto capire come stanno le cose e ciò che io stesso ho evidenziato e posso comprenderne il perché: io non sono andato mai a favore di Acea, ho sempre cercato il rispetto del contratto, cosa che purtroppo molti ancora oggi non vogliono capire”.   A.T.
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