Sora – Vinciguerra scende in campo: No a De Donatis, SI a Di Stefano e Tucci (video)

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Ieri pomeriggio presso la sala congressi dell’hotel Valentino, il dottor Augusto Vinciguerra ha presentato ufficialmente la sua candidatura a sindaco di Sora. Insieme a lui, il maestro Sandro Gemmiti e altri che hanno aderito alla piattaforma civica “Insieme si Puo”, intervenuti per illustrare il progetto.

Abbiamo rivolto alcune domande al candidato Vinciguerra, medico dell’ospedale volsco nonché presidente dell’Ado (associazione dipendenti ospedalieri). Egli ha illustrato la sua idea di governo parlando sopratutto di politica e in particolare dei suoi rapporti con Pd, Enzo Di Stefano, Roberto De Donatis. “L’ospedale è la nostra chiave di forza”, ha spiegato,  alla base c’è un gruppo “coeso e forte” che è “l’anima portante delle liste civiche che abbiamo presentato oggi”. Con loro, ha detto, “con questa idealità, pensiamo di poter cambiare alcune situazioni”. Il dottor Vinciguerra ha anche parlato di attività produttive, del territorio che “si deve distinguere”, della necessità di puntare a quello che c’è. Ha parlato di attività scolastiche e formazione; al rilancio della formazione che passa anche per l’istituzione di una nuova università in particolare agricola-pastorale e biomedica. Poi, affrontando la questione politica, il dottor Vinciguerra ha sottolineato, fra l’altro, il suo lungo percorso da militante di sinistra, dichiarando “la mia storia la conoscete, sono stato segretario non del Pd ma di Margherita e dell’Ulivo, non lo rinnego anzi è importante – ha detto – comprendere questo mio stato e questo senso di appartenenza”. “La politica partitica dovrà vedere in noi un modo per rilanciarsi. Noi abbiamo creato una piattaforma dove tutti possono integrarsi; qui i partiti possono sempre coinvolgersi”. Vinciguerra, se da un lato pare possibilista a dialogare con il Pd, dall’altro pare prendere le distanze da De Donatis, dicendo che “con Roberto abbiamo parlato, ci legano una serie di campagne elettorali fatte insieme… c’è comunque una differenza: lui ha deciso, sempre in piena libertà e autonomia, di scegliere i suoi partner dell’opposizione- ovvero Forza Italia- io sarei stato più attento;  lui ha deciso di fare così, io ho deciso di rimanere abbastanza autonomo da quelle che sono le scelte più partitiche di un certo senso, la mia storia la conoscete”. Poi, invece su Di Stefano: “è un amico, una persona con cui abbiamo dialogato tante volte. Enzo è una persona che anche lui ha una sua presenza sul territorio; Enzo anche può cambiare e io dico che potrebbe farlo e poi deciderà lui autonomamente. La mia lettera,  è chiaro, è legata ad un diverso modo di intendere la politica…sicuramente qui ci sono delle cose da rivedere”. IM
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