Palloncini rossi e gialli perché Marco adorava la Roma. E poi ancora i compagni del basket e del calcetto accanto alla bara perché Marco era uno sportivo.
Nel pomeriggio Cassino ha dato l’ultimo saluto al trentaduenne che giovedì mattina è morto in tragiche circostanze. I funerali sono stati celebrati nella chiesa di Sant’Antonio dal parroco don Benedetto Minchella che, nella sua omelia, rivolgendosi più volte ai genitori di Marco Di Gruso, Gianni e Nuccia ed alla compagna del ragazzo, Natascia, ha invitato alla comprensione ed al perdono. Il ragazzo, padre di un bimbo di quattro anni, stimato imprenditore, anni, è stato trovato esamine da un dipendente all’interno del suo show room di porte blindate in via Virgilio. L’uomo ha notato la serranda semiabbassata, si è insospettito entrando rapidamente e facendo così la sconvolgente scoperta. Marco aveva messo in atto un gesto estremo. Inutile ogni soccorso. Inutile i tentativi messi in atto dal personale medico dell’Ares 118. Marco aveva smesso di respirare. Le urla di disperazione dell’amata compagna Natascia, della madre e del padre, hanno scosso chiunque fosse di passaggio. I carabinieri della Compagnia di Cassino e il magistrato Roberto Bulgarini Nomi, hanno ricostruito l’accaduto e disposto l’autopsia che si è svolta venerdì. Un dolore quello per la tragica morte di Marco Di Gruso che ha abbracciato tutti indistintamente. Il sindaco Giuseppe Golini Petrarcone in una breve nota ha così dichiarato: “Un giorno triste per tutta la comunità cassinate. È veramente difficile provare anche solo a capire i motivi per cui a questa età si possa decidere di compiere un simile gesto. Esprimo il cordoglio mio personale e dell’intera Amministrazione Comunale di Cassino alla famiglia del giovane Marco Di Gruso ed alla famiglia Malatesta. Colpisce in modo ancora più forte e induce a riflessione, nel momento del dolore, il fatto che un gesto di tale drammatica portata sia stato compiuto da una persona così giovane. Da genitore il dolore è ancora più grande per una perdita che lacera i cuori di una nostra famiglia e lascia un vuoto incolmabile nei tanti amici e conoscenti di Marco. La perdita di un figlio è sempre straziante, ancor più quando avviene in un modo così tragico”. La famiglia Di Gruso – Malatesta ha tenuto a precisare che il loro amato ragazzo non era vessato da alcuna problematica di carattere economico. Un male subdbolo, quello della depressione, che non conosce età, razza e ceto sociale che semina dolore e lutti nonostante le cure e l’amore. Angela Nicoletti
