Anagni – Crisi del lavoro: vicenda “cava di Marocca”

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Crisi occupazione, inarrestabile emorragia di posti di lavoro dovuta ad una serie di cause. Le vicende ultime in ordine di tempo, quella della Eurozinco e quella della Cava di Tufano, invitano a riflettere sui voli pindarici di chi parla di ripresa, e sulle analisi frettolose dettate non sempre da solidarietà.

Eurozinco Anagni, come prevedibile e previsto, ha pagato le incapacità di altri stabilimenti del Gruppo; una “soluzione finale” che i bravi lavoratori anagnini non meritavano assolutamente. Per non parlare del territorio, che per anni ha sopportato in quello come in altri casi la inevitabile violenza ambientale. Sul tema “Cava di Marocca”, azienda storica del settore interessata in questi giorni da un programmato ridimensionamento comprensibilmente non ben accolto, proviamo a spendere due parole. La crisi del settore edile, e dei Grandi Lavori soprattutto, ha ridotto la domanda di materiali estrattivi. La 4^ corsia dell’A1 che sembrava cosa fatta, è lungi dal partire, e l’edilizia tradizionale utilizza ormai materiali alternativi a quelli del passato. Si aggiunge, al problema specifico, la ridotta esigenza di mano d’opera. Anni fa le delicate operazioni di cava (scavo, cavità per l’alloggio dell’esplosivo, brillamento, riduzione del formato dei ciottoli …) venivano effettuate a mano; fortunatamente oggi non è così, ma ovviamente occorre meno personale. Il Comune “Il sindaco Fausto Bassetta ha incontrato Alberto Marocca, amministratore unico della società Marocca Costruzioni, per conoscere meglio la situazione dopo l’annuncio del licenziamento di 16 addetti su 24. L’amministrazione comunale, preoccupata per le sorti dei lavoratori, si è subito attivata per capire i motivi della crisi e conoscere eventuali margini di soluzione. Marocca ha illustrato al sindaco la situazione di crisi in cui versa la società, condividendo con Bassetta la necessità di valutare tutte le strade percorribili prima di licenziare i lavoratori. <Seguiremo le vicende di questa ennesima azienda del territorio in crisi – ha dichiarato il sindaco di Anagni dopo l’incontro con l’imprenditore – mettendoci come sempre a disposizione per trovare una soluzione alternativa alla perdita dei posti di lavoro che il nostro territorio, già molto compromesso dal punto di vista occupazionale, non può permettersi>”. Jackal
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