Ceprano – Galli a gamba tesa sulla primarie e vicenda “Cacciarella”

Carlo Capone
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A distanza di qualche settimana dall’ultima volta, torniamo a parlare con il sindaco Marco Galli. L’argomento dell’intervista è quanto mai interessante ed attuale: l’utilizzo dello strumento delle primarie, con riferimento a quanto accaduto in passato a Ceprano e a quanto invece sta accadendo ora a livello nazionale. Spazio, poi, anche per la vicenda del rinvio a giudizio di Vincenzo Cacciarella, con il Sindaco che risponde alle accuse dell’opposizione

Sindaco la sua avventura in politica è cominciata con le primarie, unico comune in provincia a svolgerle nel 2014. Che idea ha di questo strumento di partecipazione? <Non avrei partecipato alle elezioni se non ci fossero state le primarie, questo lo dico subito per far comprendere meglio il mio pensiero. A Ceprano era un momento difficile, il comune commissariato e le vicende giudiziarie della precedente amministrazione avevano lasciato strascichi pesanti, per cui era necessario dare un forte segnale di cambiamento che partisse, giustamente, anche dalla selezione dei possibili candidati a sindaco. Questo lo ha compreso immediatamente il centro sinistra e, a partire dal segretario della locale sezione del PD, si è cominciato a lavorare in questa direzione. Non è stato semplice, le resistenze sono state molte, anche interne ai partiti, ma alla fine quella classe dirigente ha scelto di andare fino in fondo, aprendo la competizione, che io ritengo democratica e giusta, anche alla società civile>. Perché ci sono state resistenze, chi non voleva le primarie? <Partiamo dal presupposto che le primarie, svolte in modo corretto, mettono in condizione i cittadini di scegliersi liberamente il proprio candidato, ciò presuppone che i candidati ci mettano la faccia, si confrontino seriamente e in modo trasparente con quelli che poi saranno i futuri elettori. Tale aspetto può spaventare, soprattutto, coloro i quali preferiscono gli “accordi” trasversali ad una sana competizione politica. Faccio un esempio: c’è chi riteneva più giusto affidarsi a un bell’accordo tra minoranza, dove egli stesso si era collocato e la maggioranza, da lui immaginata, perché la priorità non era Ceprano, ma tornare al governo di Ceprano. Personalmente ho un altro concetto della democrazia e della competizione politica, poiché ritengo che l’opposizione debba lavorare e bene per ritornare ad essere maggioranza. Gli accordi trasversali, quelli dove si mette tutto e tutti dentro non mi piacciono, sanno tanto di “grigio”. In ogni caso la gente ha compreso bene il significato delle primarie e, nonostante né io né il mio “avversario”, fossimo politici conosciuti a Ceprano il risultato della partecipazione è stato straordinario> Ma anche la sua lista è frutto di accordi.<Certo, ma coerenti. C’è il centrosinistra rappresentato per intero da Pd, Sel e Psi e di esponenti della società civile che si sono uniti intorno ad un progetto di cambiamento di una città che per anni ha vissuto troppo consociativismo e dove giunte multicolori, viste le diversificate provenienze dei loro esponenti, non hanno prodotto grandi risultati. Noi abbiamo scelto una strada diversa e, ripeto, la gente ha capito> Tutto superato allora dopo l’affermazione elettorale? <Non proprio. Nel momento in cui vinci e dal giorno dopo inauguri un nuovo modo di governare, dove la maggioranza si assume in pieno la responsabilità di guidare il comune e lascia all’opposizione il suo ruolo naturale, determina reazioni nervose negli orfani degli “accordicchi”. Non c’è nulla di strano, visti i trascorsi politici di Ceprano, ma ora, con l’obiettivo di stabilire chiaramente i ruoli in Consiglio, noi abbiamo scelto di marcare profondamente le differenze tra maggioranza e opposizione così i cittadini saranno in grado di comprendere bene, a fine mandato, chi ha fatto cosa. Mi sembra una scelta che va in direzione di un trasparente concetto di democrazia> Ma se le primarie sono uno strumento così democratico, perché a Roma, e Napoli, ma non solo, stanno provocando grossi problemi ai partiti che le hanno organizzate? <Io parto dal presupposto che non siano gli strumenti o la politica in generale a non funzionare, ma il ruolo che gli uomini svolgono all’interno di questi contesti. Roma, Napoli e anche Palermo hanno una dimensione immensa rispetto a Ceprano, ma questo non può diventare una giustificazione a comportamenti inaccettabili. Il discorso primarie rientra in un quadro molto più ampio, che è quello di liberare la politica dall’avventurismo, dall’interesse personale e, quindi, dalla corruzione. Io penso che lo strumento vada difeso e migliorato, il fatto che i cittadini possano preventivamente decidere i candidati destabilizza la politica “poco corretta”, quella degli accordi siglati “al chiuso” nelle stanze di un qualunque albergo o sede di partito. Va perfezionato il meccanismo col quale si scelgono i candidati, vanno poste delle condizioni a priori ma il sistema va salvaguardato. In un contesto dove la corruzione è alle stelle ed i cittadini contano sempre meno, le primarie, svolte nella massima trasparenza, rappresentano uno strumento controcorrente, un sano esercizio di democrazia> Sindaco, la vicenda giudiziaria che riguarda il suo Vice può diventare un problema? <Vorrei ribadire che siamo in uno Stato di diritto e la colpevolezza può stabilirla soltanto una condanna. Nel caso di specie, poi, si tratta di una ipotesi di “fatto reato” che non configura alcun interesse o vantaggio personale. Sono certo, come lo è tutta la maggioranza, che il dibattimento chiarirà ogni cosa di una vicenda articolata e poco trasparente, scagionando Cacciarella da ogni accusa. Ho massima fiducia nella Giustizia e sono convinto che questo episodio rafforzerà ulteriormente la maggioranza> L’opposizione afferma che tra la vicenda del Vicesindaco e quella della precedente amministrazione da parte vostra sono state usati due pesi e due misure <Sinceramente non so che relazione possano avere le due vicende. Una riguarda l’arresto del primo cittadino sulla base di gravissime ipotesi di reato. Posto che anche in quel caso la colpevolezza potrà stabilirla soltanto una condanna, “forse”, c’erano evidenti ragioni di opportunità affinché si ritornasse alle urne e, in tal caso, le dimissioni erano l’unico strumento utilizzabile. Nelle vicenda che riguarda il Cacciarella, come ho già detto, parliamo di una “contestazione” che afferisce ad un reato che nulla ha a che vedere con un beneficio o interesse personale, che deve essere tutto dimostrato, ovviamente, in sede dibattimentale. Nonostante ciò, il Vice Sindaco, persona di una correttezza assoluta, ha rimesso a me ogni decisione, nella consapevolezza che questa vicenda potesse essere strumentalizzata contro l’amministrazione, per cui è stata una mia convinta decisione, condivisa senza tentennamenti da tutta la maggioranza, lasciarlo al suo posto per continuare a lavorare come ha fatto finora. Non mi interessano le critiche strumentali fondate sul nulla, questa amministrazione sta facendo un lavoro enorme per cambiare in meglio Ceprano e dare le risposte di cui hanno bisogno i cittadini. Immagino che anche questa volta per Ceprano vedremo qualche manifesto dell’opposizione che, in modo strumentale, cavalcherà questa vicenda come ha fatto in passato per altre situazioni, rivelatesi poi senza costrutto. D’altronde, quando mancano le idee, le politiche alternative o le progettualità non rimane che disegnare personaggi delle fiabe ed elencare problemi irrisolti che esistono solo nelle teste di chi non ha altro dire> CAP
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