Cassino – Bimbo maltrattato a Grottaferrata, il racconto choc della madre

Irene Mizzoni
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“Volevamo dare a nostro figlio quella serenità che l’autismo non sempre ti consente di avere. Invece lui, bimbo indifeso, è stato picchiato, maltrattato terrorizzato. E noi viviamo con il rimorso di averlo lasciato in balia di quei criminali”. Serena (useremo un nome di convenzione) e suo marito sono i genitori del ragazzino colpito con uno spazzolone e legato dagli operatori della struttura di Grottaferrata arrestati dai Carabinieri del Nas.

  Clinica orrore Grottaferrata 5“Ho riconosciuto mio figlio nelle immagini trasmesse in tv e mi sono sentita morire. Adesso capisco del perché era diventato tanto irrequieto. Lui che è sempre stato un bambino tranquillo nei momenti di serenità era diventato intrattabile e timoroso. Adesso ho capito perché se mi vedeva con lo spazzolone mentre pulivo il pavimento fuggiva e andava a nascondersi in camera sua, al buio, sotto il tavolino”. Un’ora e un quarto di lacrime e disperazione il colloquio con questa donna provata da una vita non proprio facile. ‘Coccolata’ dagli avvocati Laura Russo, Sandro e Alessandra Salera, riprende fiato e prosegue nel racconto di quello che sembra un film di violenza inaudita, che non lascia spazio all’immaginazione. “Spesso dovevamo ricomprare i vestiti al bambino perché inspiegabilmente sparivano. Abbiamo fatto presente la cosa ma ci è sempre stato detto che forse i ragazzi stessi li nascondevano. Invece abbiamo scoperto che quei vestiti di cui non si trovava traccia venivano buttati perché pieni di sangue. Astuti nei comportamenti erano diabolici e cattivi“. Gli avvocati stanno ora cercando di capire se altre persone erano a conoscenza di quanto accadeva nella ‘casetta’ che ospita i sedici ragazzini con un’età compresa tra i due ed i 14 anni. “Nel filmato ho visto mio figlio legato alla sedia mentre mangia e un altro bambino che sappiamo essere irreativo, picchiato senza motivo, come se per maltrattare un bimbo malato possa esserci un motivo valido. Posso solo dire che a quella gente io farei patire un anno di botte e umiliazioni per ogni bambino maltrattato. Quanto accaduto non deve ripertersi mai più e qualcuno deve prendere provvedimenti perché noi abbiamo affidato nostro figlio a quella struttura perché fiduciosi”. Angela Nicoletti
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