Arce – Omicidio Mollicone, al setaccio la caserma dei Carabinieri

robpst
4 MIn Lettura
I carabinieri del Ris passeranno al setaccio la caserma dei Carabinieri di Arce. Le indagini sull’omicidio di Serena Mollicone ripartono dall’edificio che attualmente ospita la stazione dell’Arma.

La Procura di Cassino ha infatti deciso di accogliere la proposta del Gip di effettuare una serie di accertamenti nelle stanze dove potrebbe essere stata uccisa la diciottenne di Arce. Sabato mattina in Procura a Cassino verrà conferito l’incarico da parte della dottoressa Maria Beatrice Siravo, magistrato titolare dell’indagine, ai Carabinieri del Ris di Roma che entro breve daranno il via alle verifiche. Si partirà con l’utilizzo del Luminol nelle stanze e poi con il prelievo di eventuali tracce di DNA. Il procuratore capo Luciano D’Emmanuele (nella foto a sx) ha quindi disposto che i Carabinieri del Reparto Operativo Provinciale unitamente ai colleghi della Compagnia di Pontecorvo tornino ad indagare a pieno regime su uno dei casi insoluti più noti in Italia. Quello che gli esperti della Scientifica intendo scoprire è se, realmente, Serena Mollicone possa essere stata uccisa nell’alloggio al primo piano riservato all’ex comandante della stazione di Arce, Franco Mottola, attualmente indagato insieme al figlio ed alla moglie. SerenaMolliconeArcePerché questo clamoroso colpo di scena e soprattutto perché dopo ben quindici anni dell’assassinio della studentessa liceale? A dare una svolta decisiva al proseguimento delle indagini è stata la relazione del Giudice per le Udienze Preliminari Angelo Valerio Lanna che accogliendo in toto le richieste avanzate dall’avvocato Dario De Santis, legale della famiglia Mollicone, non solo non ha disposto l’archiviazione del caso ma anche ‘invitato’ la Procura a percorrere una strada ben precisa, quella che porta indiscutibilmente alla caserma dei Carabinieri. Nell’ordinanza, che si focalizza in cinque punti cardine, il Gup del tribunale di Cassino, chiede, oltre che gli accertamenti nella struttura militare (per capire se i danni riscontrati sul telaio di una porta possano essere compatibili con le ferite, da urto, riscontrate sulla fronte occipitale sinistra di Serena Mollicone), anche di non tralasciare l’ipotesi di riesumare il cadavere della ragazza. Ipotesi che al momento la Procura sta vagliando attentamente e che non esclude. Nella stessa ordinanza il dottor Lanna poi ritiene indispensabile anche la comparazione delle tracce di dna trovate sul pantalone indossato con quello di tutte le persone residenti ad Arce. Un Dna parentale che ha consentito di individuare l’assassino di Yara grazie alla sua estensione ai parenti dei soggetti finiti nel mirino della magistratura. In ultimo ma non meno importante il ruolo avuto da brigadiere Santino Tuzi in tutta questa vicenda. Il sottufficiale morto suicida tre gjorni dopo aver dichiarato di aver visto Serena Mollicone entrare in caserma ad Arce il giorno della sua scomparsa. Un peso portato nel cuore per sette anni e poi la decisione di raccontare la verità. Santino Tuzi è stato trovato privo di vita, morto con un colpo al cuore, due giorni prima del confronto che avrebbe dovuto avere in Procura a Cassino con il suo ex comandante, Franco Mottola. Le indagini ripartono anche da qui. Dalla morte misteriosa di un brigadiere perbene. Angela Nicoletti
TAGGED:
Condividi questo articolo
Nessun commento