Il pericolo corre sul web, ma non sempre i molestatori la passano liscia. La sensazione di essere gruppo, di appartenere ad una famiglia all’interno della quale domini almeno il rispetto, può giocare brutti scherzi.
Capita che persone solitamente prudenti, credendo di essere “parte di un tutto”, imbambolati dall’atmosfera che ammanta quella sorta di “insieme” e nella sciocca illusione che basti virtualità per superare barriere e limiti di decenza, si lascino andare. Aggiungendo a questo la prassi ormai comune di usare vezzeggiativi amorosi, di scambiarsi “faccine” affatto innocue, può portare a conseguenze terribili. Nei giorni scorsi l’Autorità di settore è stata interessata ad un caso che, simile a migliaia di altri, mostra sfaccettature particolari. Un uomo, abituato alle avances virtuali e avvezzo a “conquistare intimorendo”, ha compiuto un’azione che non poteva e non è restata impunita. Il soggetto, imbestialito perché una sua amicizia su FB intendeva restare eterea, forzando quel gioco che spesso non resta goliardia ha inviato messaggi in privato a quasi tutti gli amici della donna, rea di non avergli ceduto. Messaggi dal contenuto forte e intimidatorio, che hanno infastidito ed impaurito i destinatari; forse non dei Cuor di Leone, ma nessuno può essere obbligato a fare il paladino. La vicenda, portata appunto a conoscenza delle Autorità, ha innescato un’azione dalle gravi, meritate conseguenze per il demenziale Casanova. Jackal
