“La Procura farà ogni accertamento necessario, allo stato non si esclude, come estrema ipotesi, una riesumazione del cadavere. Ma si tratta solo di una ipotesi investigativa”. A parlare del caso Mollicone è la Procura di Cassino.
“Ci troviamo di fronte – ha spiegato il procuratore capo Luciano D’Emmanuele – ad un grave fatto di sangue che risale nel tempo, ma che ora deve trovare soluzione. Si riparte dal testimoniale agli atti, si riparte dagli esiti della scientifica. Ma si parte, soprattutto dalle indicazioni del Gip. In questo contesto la Procura farà ogni sforzo, nonostante il tempo trascorso, per individuare gli autori del delitto. Questo è il nostro, preciso, impegno”. Il procuratore Luciano D’Emmanuele, ha anche chiarito, come già fatto dall’avvocato Dario De Santis, gli aspetti sulla riesumazione. Il Gip l’ha posta come accertamento eventuale, dunque, non l’ha ordinata.
Il procuratore D’Emmanuele ha tracciato anche una linea assai marcata tra l’omicidio di Serena Mollicone e la morte del brigadiere Santino Tuzi. “La morte di Serena e quella del brigadiere Tuzi, sono nettamente distinte“, ha concluso il procuratore D’Emmanuele. Nel frattempo muovono i primi passi le indagini per la morte di Serena, a portarle avanti sono i carabinieri di Pontecorvo.
