Frosinone – Il sindaco Ottaviani blocca la nuova centrale a biomasse

Francesca Merolle
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Frosinone non è la città più inquinata d’Italia, ma la situazione di emergenza in cui si trova, unitamente a tutta la valle del Sacco, per qualità dell’aria, necessita di interventi forti e decisivi. E’ quanto emerso nella conferenza stampa tenutasi ieri pomeriggio, presso la sala consiliare del Comune, alla quale hanno preso parte il sindaco Nicola Ottaviani ed il vicesindaco (ed assessore all’ambiente) Francesco Trina.

Nel corso della conferenza stampa Ottaviani ha ricordato che precedentemente è stato inviato un esposto alla Procura della Repubblica affinché indaghi sulla “strana” relazione che intercorre, nei Comuni della valle del Sacco, tra i livelli di inquinamento delle falde acquifere e la qualità dell’aria, soprattutto in materia di Pm 10 e 2,5. Inoltre, proprio al fine di tutelare il territorio, ieri, per fare chiarezza anche sulla materia delle distinte competenze tra Regione, Provincia, Asl, Arpa, Asi, ed altri enti, è stata assunta un’ordinanza sindacale che sospende per sei mesi gli effetti dell’autorizzazione alla realizzazione della centrale a biomasse. Nel dettaglio l’ordinanza prevede: la sospensione per mesi 6 degli effetti dell’autorizzazione (atto prot. n. 64.809 del 18/12/2015) alla realizzazione ed esercizio di opificio industriale per la produzione di energia elettrica da biomasse, sito in Frosinone Via Mola D’Atri rilasciata alla Società Bioenergia S.r.l.; la sospensione al rilascio per il periodo di mesi 6 di ulteriori autorizzazioni per impianti analoghi; che il provvedimento sia pubblicato nelle forme di legge notificato agli interessati e comunicato agli uffici competenti anche allo scopo di verificare se quanto disposto dalla sopracitata sentenza Sez. I, 10 ottobre 2013, n. 659, il T.A.R. Marche sia applicabile al caso in esame; che il  provvedimento sia comunicato ai Dirigenti comunali e agli Enti che hanno preso parte alla Conferenza dei Servizi del giorno 1.7.2015 e del 25.11.2015, oltre che alla Regione Lazio, per quanto di competenza, anche per ogni eventuale approfondimento in sede di esercizio delle prerogative in aututotela”. Red.
 
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