Roccasecca – Rifiuti, il Coordinamento contro il sindaco Giorgio

Carlo Capone
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Sulla questione ampliamento della Discarica di Cerreto, era arrivata nei giorni scorsi una nota del Sindaco Giorgio diretta agli altri primi cittadini perché si facesse fronte comune. A tal proposito arriva la dura presa di posizione del Coordinamento Emergenza Rifiuti del Lazio Meridionale.

Spiega il responsabile Danilo Chiappini: <La nota del Sindaco Giovanni Giorgio concernente sia le criticità ambientali del territorio ove insiste la discarica, gestita dalla Mad S.r.l., sia l’ipotesi della realizzazione del V bacino, sottoposta all’attenzione dei Sindaci del comprensorio interessato, presenta un quadro alquanto superficiale e lacunoso dei reali danni provocati dagli impianti di smaltimento rifiuti e dei rischi cui sono continuamente esposte le popolazioni. Alcuni degli obiettivi, enunciati nella lettera-documento, non consentono di raggiungere un’immediata risoluzione delle ben note problematiche, anzi, nelle richieste avanzate dall’amministrazione comunale di Roccasecca ai più alti livelli istituzionali regionali e statali si evidenzia la volontà di conservare lo “status quo” di una situazione ambientale già di per sé compromessa>. Arriva dunque una forte critica nei confronti dell’Amministrazione comunale: <Nella missiva, infatti, non si riscontra la ben minima traccia dei contenuti delle certificazioni degli organismi pubblici di protezione e tutela ambientale con cui viene conclamata la grave contaminazione del suolo e del sottosuolo. Non si rileva, inoltre, alcun sollecito per l’adozione, da parte degli organi competenti, di adeguati provvedimenti volti ad eseguire opere di bonifica e risanamento del sito di Cerreto. Riteniamo che la relazione dell’Arpa-Lazio e la nota dei Carabinieri del Noe siano elementi sufficienti per impedire il prolungamento di una dissennata gestione dello smaltimento. Di fronte a prove certe e conclusive, ricavate dalle valutazioni scientifiche obiettive di cui alle summenzionate relazioni, esistono ragionevoli motivi di temere effetti pericolosi sulla salute umana e sull’ambiente. Non c’è più nulla, quindi, da indagare o riesaminare nelle viscere circostanti il bacino tuttora in coltivazione, né tantomeno da definire “cronoprogrammi”, utili solo a protrarre l’attività della discarica. Le sfide e le provocazioni lanciate da coloro che intendono ulteriormente aggredire il nostro territorio non possono essere fronteggiate con atteggiamenti arrendevoli o esprimendo termini come “preoccupazione” o “indignazione” pronunciate a corredo di dichiarazioni di facciata>. Conclude la nota del Coordinamento: <Le circostanze, oggi, impongono prese di posizione più decise, ad iniziare dalla emanazione di un’ordinanza di chiusura della discarica e non di rinviare un doveroso provvedimento a favore della tutela della salute pubblica a conclusione degli accertamenti del CNR. La spada di Damocle, cui fa riferimento il Sindaco Giorgio nella sua nota, ha rappresentato una minaccia sin da quando è stato individuato e successivamente oltraggiato il sito di Cerreto per destinarlo a discarica. Oggi, la spada, parafrasando il significato della metafora, si è pesantemente abbattuta su una vasta area dove continua la sua inesorabile falcidia. Area che lo stesso gestore della Mad ritiene ormai compromessa e depauperata, idonea, quindi, ad accogliere rifiuti ad oltranza! Una dichiarazione, a nostro giudizio, scriteriata e inaccettabile, riportata, tra l’altro, nella parte conclusiva della relazione generale del progetto del V bacino, dettata dalla logica del profitto, da stigmatizzare come lesiva della dignità dei cittadini residenti nei pressi degli impianti di smaltimento>. CAP  
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