L’associazione ambientalista si sta facendo promotrice di una petizione popolare (ai sensi dell’Art. 35 dello Statuto Comunale) che verrà presentata al Consiglio Comunale del 15 gennaio in occasione del quale si chiederà la risoluzione del contratto stipulato con Acea.
Una petizione popolare che nasce dopo gli esposti di Fare Verde e gli interventi del Corpo Forestale dello Stato, della Polizia Provinciale e dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente della Regione Lazio che hanno effettuato esami di certezza e controllato le autorizzazioni agli scarichi. <Tali controlli –spiega Marco Belli, responsabile provinciale Fare Verde- avrebbero dimostrato che nessun depuratore presente sul territorio è rispettoso delle leggi in materia. Anche il piano di turnazione estiva, oramai in vigore dal luglio 2014, si è trasformato in razionamento di un bene indispensabile alla vita. L’acquedotto pubblico, chiamato dai cittadini “perdidotto”, grida vendetta perché perde da tutte le parti mentre l’acqua potabile manca dai rubinetti della popolazione. Certo è che tutto questo è stato ammesso pubblicamente dal sindaco di Monte San Giovanni Campano ed è stato un cavallo di battaglia delle opposizioni. Ma la nostra associazione, che è aliena a fatti di politica locale, vuole che la risoluzione contrattuale sia sostenuta dalla popolazione per iscritto, tanto per dare forza e condivisione alla documentazione già in possesso del Comune, nell’esclusivo interesse dell’ambiente e della sostenibilità delle risorse idriche. Non ci può essere lamentela solo orale, servono i fatti>.
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