Certe sere non si limitano a passare: restano. Si imprimono nel cuore come una carezza lenta, come una luce che non vuole spegnersi. È quanto accaduto questa sera (sabato 20 dicembre, ndr) nella chiesa dei Padri Passionisti di Sora, dove il Coro “San Gabriele” ha regalato alla città un concerto capace di trasformare la musica in emozione, la voce in speranza, il canto in un autentico atto d’amore.

Sotto la sapiente direzione del M° Martina Parravano, le voci del coro hanno attraversato il tempo, rendendo protagonisti i grandi classici del Natale: un viaggio sonoro che ha unito la sacralità della musica più antica alla freschezza di quella moderna, in un intreccio armonioso che ha avvolto la navata e scaldato gli animi dei numerosissimi presenti.
Tra tutti i brani eseguiti, “I Will Follow Him” ha profuso una luce particolare. Celebre per il film Sister Act, è stato proposto nella versione italiana. Un canto che non ha rappresentato soltanto
musica, ma simbolo, messaggio, dichiarazione di intenti. A spiegarne il senso profondo parole che hanno fatto vibrare il silenzio: «L’idea di inserire questo brano nasce dalla trama del film da cui è tratto, nel quale avviene un piccolo miracolo: la bravura del coro rende possibile il superamento degli ostacoli e dei tanti problemi che avrebbero causato la chiusura del convento. Ecco!!! Tutti speriamo che questo brano ci porti fortuna e faccia avvenire questo “piccolo miracolo” anche qui…anche per noi>>. Il riferimento chiaro e commosso alle voci di vendita della struttura del Convento dei Padri Passionisti e alla possibile chiusura della Chiesa, hanno reso l’esibizione una vera e propria invocazione collettiva, affidata alla forza della musica e all’unione delle voci.
Profondamente toccante è stato anche il ringraziamento a padre Giovanni Cipriani che, seppur lontano, continua a essere il filo invisibile

capace di tenere unito questo straordinario gruppo di persone, legate non solo dalla passione per il canto, ma da un autentico sentimento di amicizia e senso di comunità.
E poi, uno dei momenti più intensi della serata, quando le parole hanno lasciato spazio ai ricordi e alla speranza:
«Questa Chiesa è da sempre un punto di riferimento importante per Sora e per la comunità tutta. Qui ci sono i ricordi, c’è il nostro passato, c’è la nostra storia. Qui oggi c’è il presente, c’è questa bellissima serata. Qui c’è la speranza di far sì che ci sia il futuro. Un futuro che continui a vedere questa Chiesa aperta e viva, pronta ad accogliere le giovani generazioni donando a tutti i nostri ragazzi momenti indimenticabili, come quelli che ha donato a noi».
Parole che hanno trovato eco negli sguardi lucidi e negli applausi sinceri del pubblico, consapevole di vivere un momento prezioso, molto delicato, ma colmo di significato.
Infine, il ricordo commosso a «tutti coloro che non ci sono più e che tanto hanno fatto per questa Chiesa con amore indissolubile» ha chiuso idealmente un cerchio fatto di memoria, gratitudine e continuità, ricordando a tutti che i luoghi vivono finché qualcuno li ama.
Questa sera, nella Chiesa dei Padri Passionisti, la musica non è stata solo ascoltata: è stata sentita. E, come ogni vero miracolo, ha lasciato nel cuore la dolce sensazione che, insieme, tutto sia ancora possibile.