Sora – Giorgio Lucarelli, diario di un viaggio fino a Inuvik

marfst
7 MIn Lettura
Giorgio Lucarelli è partito il 27 giugno in sella alla sua mountain bike per un viaggio davvero entusiasmante. Partito da Whitehorse, è arrivato a Dawson City dopo cinque giorni di pedalata. 1500 km in andata e ritorno sulla strada sterrata Dempster Highway, superando il circolo polare artico fino a Inuvik. Proprio da questa città Giorgio ci ha inviato il resoconto del suo viaggio fino a questa tappa. Ma la strada è ancora lunga, ora Giorgio andrà a conoscere l’Alaska. (m.f.)

  “E’ andata! Si, ce l’ho fatta! Ho Raggiunto Inuvik (Territori Nord-Ovest), esattamente una settimana fa. Purtroppo, a causa la connessione lentissima, sono stato molto telegrafico nelle mie comunicazioni solo per informare che stavo bene. Ho raggiunto una meta da me molto desiderata alla quale tre anni fa ho dovuto rinunciare a causa della presenza di molti orsi e della pioggia che cadeva ininterrottamente da cinque giorni. Oggi vi confermo che il viaggio non è stato una passeggiata. Tornando al mio arrivo a Inuvik, ero felice, ma non felicissimo! Perché sono stati sette giorni molto duri e faticosi. In certi momenti pedalare era di una immane fatica, tale da fermarmi tante volte per ricaricare soprattutto energie nervose. Al terzo giorno di viaggio è iniziato un fastidioso dolore al ginocchio sinistro che ho subito bloccato con gli antinfiammatori. lucarelli_viaggio3La strada era sterrata con un dislivello di quasi 7200 metri. La tappa più lunga di 177 km l’ho percorsa in 17 ore e 27 minuti. Non c’era alcuna possibilità, se non dopo 400 km (Eagle Plains), di farsi una doccia. Non c’era alcuna possibilità di fare rifornimenti e le migliaia di calorie che consumavo non venivano assolutamente reintegrate. La mia dieta necessita di carne, ho bisogno di proteine per i miei muscoli e devono muovere un carico sulla bici di 50/55 kg. Ho subito due volte una crisi di fame ma fortunatamente avevo fatto scorta a Dawson City di molti prodotti in scatola. Due volte ho iniziato a pedalare a mezzanotte, una sola volta ho dormito fino alle ore 5,30. A quell’ora, faceva freddo (-2/3 gradi). Dormivo quasi sempre da solo nei Campground, all’interno della mia tenda. Tutto questo per contrastare il vento, che di notte non soffia o se soffia è impercettibile. Polvere, ho dovuto respirare tantissima polvere al passaggio dei tir. Quindi tornando alle mie sensazioni in quel di Inuvik, capite perché ero preoccupato, seppur felice. C’erano altri 750 km da coprire, per tornare a Dawson City. Vi chiederete, cosa hai fatto? Come è andata? Bene, cioè male purtroppo al ritorno si è aggiunta la pioggia. Che mi ha creato altri problemi a quelli già esistenti. Martedì 14 Luglio, sul mio diario ho solo scritto, ‘immane fatica’. Qualcuno mi ha aiutato perché quel giorno stavo per mollare. lucarelli_viaggio2Mi sarei arreso alla forza della natura, in quel preciso momento mi sono sentito impotente, debole, vulnerabile, insicuro. La tappa di avvicinamento a Engineer Creek si stava trasformando in un’esperienza terribile per il sottoscritto, ho pensato di fermarmi e aspettare che passasse qualche auto o furgonato. Tante volte ho alzato la testa verso il cielo ma non per osservare le nuvole, cercavo qualcuno che lassù mi aiuta sempre, pensavo al mio papà, pensavo al mio caro zio Omero, pensavo molto a loro. Il grosso problema è che sulla Dempster non c’e molto traffico e ho proseguito molto lentamente, continuava a piovere e la strada peggiorava sempre di più. La mia bici scivolava in mezzo al fango che aumentava, intanto continuavo ad avanzare a piccole pedalate. Poi il mio pensiero è andato a tanti altri momenti in cui sono stato molto in difficoltà. Questo pensiero si è impadronito diventando un tarlo nel mio cervello. Mi dicevo ‘ne sono sempre uscito e ne uscirò anche ora!’ Il problema non era fisico, era dovuto ad un forte evento naturale che doveva prima o poi finire, terminare. Questa positività di riemergere è stata fondamentale, decisiva, ha fatto la differenza. Mi sono sentito di nuovo padrone delle mie azioni, ho riacquistato una tale fiducia nei miei mezzi e piano piano ho continuato, raggiungendo Engineer Creek alle 22.00 dopo che avevo iniziato a pedalate alle ore 4.30 del mattino. Questa è una delle tante situazione che mi sono capitate sulla Dempster. Una volta superati questi momenti di criticità estrema, allora capisci che non ti fermi e non ti fermerai più! Questa strada mi ha regalato comunque panorami, paesaggi, silenzi, contemplazione. Questa strada mi ha omaggiato con la sua infinita flora e fauna. Foreste che non ti lasciano vedere l’orizzonte, profumi intensi. L’esclusività del sole di mezzanotte, situazioni che alle nostre latitudini non esistono. lucarelli_viaggio1Strane sensazioni nell’avere sempre la luce, dimentichi persino di dormire! Gli straordinari incontri con la fauna di questi territori, i tanti amici orsi incontrati, osservati. Si, mi sedevo e li filmavo e poi chiudevo la telecamera e continuavo ad osservarli in silenzio senza disturbare quel loro momento. Ho fatto l’incontro di mattino presto con un solitario, bellissimo Lupo dalla coltre grigia. Ci siamo fermati in mezzo alla strada, guardandoci per qualche secondo, per poi vederlo scomparire in mezzo alla foresta. Le Alci, enormi, dal passo elegante, le vedevo correre sempre con la loro testa alta. Rapaci, tanti rapaci che si alzavano in volo al mio passaggio. Non per ultimo, il simbolo di questo fiero popolo, nativo dei territori del Nord del Canada, il Caribù, animale sacro ai loro occhi. Un viaggio si costruisce intorno a delle motivazioni. Il mio ciclo viaggio è stato spinto da una grande motivazione, conoscere tutto quello che c’e da conoscere intorno a me, al mondo che mi circonda. Confrontarmi con altre culture, con altri usi, con altri costumi. ‘Chi nasce, vive e muore nella propria piazza, si ostina a ritenere la propria piazza il mondo intero…’ Domani per me è un altro giorno, domani per me c’e l’ingresso in una terra che amo, l’Alaska.” Comunicato stampa – Giorgio Lucarelli
TAGGED:
Condividi questo articolo
Nessun commento