La notte di Capodanno del 2024 Elena (il nome è di fantasia) non lo potrà mai dimenticare. Il compagno in preda ai fumi dell’alcol l’aveva massacrata di botte alla presenza dei suoi figli minori. A seguito di tale fatto Elena era stata costretta a fuggire di casa. Ma il compagno aveva provato anche ad inseguirla.
Nei giorni scorsi, per la donna è stata veramente la fine di un incubo. Il convivente è stato condannato ad un anno e sei mesi di carcere più al pagamento delle spese processuali. Ma quella di capodanno era stata soltanto una delle tante volte in cui il compagno in preda ai fumi dell’alcol le aveva messo le mani addosso. L’uomo, un quarantenne residente a Supino, non aveva affatto accettato la decisione di Elena di separarsi definitivamente. Lei gli aveva fatto capire a chiare note che non ce la faceva più a vivere con una persona così violenta che la maltrattava facendo vivere nel terrore anche i suoi figli. Ma l’uomo per tutta risposta aveva continuato ad ingiuriarla ed a minacciarla di morte. In una delle tante aggressioni ricevute l’aveva indotta anche a rimettere la querela. E veniamo al 31 dicembre dello scorso anno, quando tornando a casa ubriaco l’uomo aveva cominciato a danneggiare i mobili della cucina e poi a colpire la donna con schiaffi e pugni alla schiena ed al volto scagliandole addirittura delle sedie contro. Nel corso della colluttazione aveva spintonato anche i figli minori, che avendo assistito alla scena cercavano di bloccarlo. La donna fortunatamente era riuscita a scappare e ad allertare i carabinieri che lo avevano arrestato. La donna che si è costituita parte civile era difesa dall’avvocato Giulia Giacinti . Mar. Ming.
