(di Dario Facci) C’è sempre una prima volta e questa sembra veramente di quelle se non impossibili certamente improbabili. Non è mai accaduto, almeno negli ultimi decenni, che delle forze politiche chiedessero l’elenco dettagliato dei cittadini morosi.
A chiedere l’elenco, cioè nome e cognome, entità delle somme TARI non pagate e da quante annualità si protrae l’ammanco del versamento, sono stati i gruppi consiliari di Forza Italia e FutuRa. Una presa di posizione virtuosa e davvero rara perché certamente impopolare. Ecco spiegata la motivazione in una nota: “I gruppi FutuRa e Forza Italia a chiedere conto delle morosità rispetto la TARI: la tassa dei rifiuti, che tutti i soggetti che occupano locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, siti nel territorio comunale e suscettibili di produrre rifiuti urbani e assimilati, dovrebbero pagare. Purtroppo il condizionale è d’obbligo per l’imprecisato numero di morosi impuniti in città. Frosinone nel 2025 ha registrato una riduzione della quantità di rifiuti prodotti ed un notevole, virtuoso incremento della raccolta differenziata, pari al 69,4% rispetto alla media regionale del 55%. Tutto grazie all’impegno ed al senso civico dei cittadini. Nonostante, senza pudore verrebbe da dire, qualche assessore abbia cercato, maldestramente, in interviste e spot pubblicitari confondenti, di intestarsi impropriamente questo successo, l’Amministrazione – scrivono ancora i consiglieri comunali di Frosinone di FutuRa e Forza Italia – nella realtà, contrariamente ad ogni giusta aspettativa, ha reso Frosinone il Capoluogo con l’aumento massimo del tributo TARI: il 3,6% rispetto la media regionale del 1,8%, vanificando e mortificando tutti gli sforzi dei cittadini. Senza pietà verrebbe da dire. Oggi i consiglieri Giovambattista Martino di FutuRa e Pasquale Cirillo di Forza Italia hanno ufficialmente chiesto di conoscere ed acquisire l’elenco dettagliato e aggiornato dei contribuenti morosi TARI con indicazione per ciascun soggetto: dell’annualità o delle annualità non versate, dell’importo complessivamente dovuto, dello stato delle procedure di recupero coattivo eventualmente avviate, di eventuali sgravi, sospensioni o contenziosi in corso”. (…)
