Congresso PD Frosinone – La “botta” di Mazzocchi: “Partito impantanato da 13 mesi enorme danno di credibilità”

Dario Facci
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(di Dario Facci) Nella sempre più sorprendente storia del famosissimo congresso provinciale del Partito Democratico della provincia di Frosinone trovano spazio anche rigurgiti di responsabilità di alcuni esponenti. Anzi, uno.

Chi ha compiuto non uno ma più gesti ufficiali, tranne non aver trovato alcuna attenzione da parte degli interlocutori che ha individuato, è uno storico esponente del PD, Ermisio Mazzocchi, già membro della Direzione Provinciale, prima, ovviamente, che venisse azzerata per congresso in corso. Mazzocchi ha preso carta e penna e ha vergato una lettera indirizzata alla segretaria nazionale del partito, Elly Schlein, al segretario regionale del Lazio, Daniele Leodori e al Commissiario ad acta Federico Gianassi. Nella lettera esprime tutta la sua preoccupazione per il perdurare della situazione che definisce “di stallo” della fase congressuale e ne spiega le ragioni. Mazzocchi, in sostanza, si rivolge agli organi dirigenti superiori nella speranza che compiano qualche gesto per superare il confronto infecondo tra fazioni avverse che da troppo tempo blocca l’iniziativa del partito in un periodo, a suo avviso, di grave crisi per il territorio. Tutte motivazioni che si possono trovare nel testo della missiva che assume interesse comune perché il perdurare oltre ogni precedente del congresso provinciale di un partito costituisce, oramai, notizia in sé. Di seguito il testo della lettera che Mazzocchi ha inviato ai dirigenti del partito a ha diffuso alla stampa. “Il 18 ottobre 2024 è stato indetto il congresso provinciale della federazione provinciale di Frosinone del Partito Democratico. Sono trascorsi 13 mesi e nulla si è fatto. Il 30 ottobre 2025 si è concluso il tesseramento iniziato il 4 settembre 2025 e svoltosi sotto la direzione del Commissario Federico Gianassi. A oggi non è stato ratificato né è stata costituita la Commissione per il congresso. Il perpetuare la condizione di stallo della procedura congressuale e il procrastinare la formazione con i congressi dei Circoli dell’assemblea congressuale per definire il progetto politico per questa provincia ed eleggere gli Organismi dirigenti è di una assoluta gravità. Il ritardo procura un danno enorme alla credibilità dell’intero partito e lede la fiducia del proprio popolo che lo ha sempre votato. I recenti richiami dal tono propagandistico, espressi da quanti sono coinvolti per la loro parte nella perenne gestione del partito, non fanno altro che alimentare un conflitto che ha bloccato l’esecuzione del congresso. Almeno alcuni hanno avuto il buon senso di tacere e di non spargere tossine in un momento così complesso della vita del partito provinciale. Il PD si trova impantanato in una contesa tra due aree la quale rimane incomprensibile per la sua durata e per i suoi ignoti contenuti. Una contrapposizione che ha paralizzato il partito che non può essere tollerata. Tra i militanti c’è una diffusa sfiducia con il conseguente progressivo disimpegno anche da parte di quelli tradizionalmente più attivi. Una condizione che non è più accettabile ed è la causa della passività e del disinteresse di tutto il partito con il rischio di un allontanamento di molti iscritti. A meno che non si voglia un partito di sola testimonianza. Non si tratta di parteggiare per gli uni o per gli altri. C’è ben altro. Il popolo di questa provincia soffre condizioni economiche e sociali drammatiche. La provincia sprofonda verso la deindustrializzazione. Ha una sanità allo sfascio, un aumento delle disuguaglianze e della povertà, una pessima qualità della vita. Tutto ciò avviene nel totale silenzio del PD, assente da 400 giorni, sacrificato sull’altare degli interessi di parte e bloccato per gli incessanti tentativi di accordi di là da venire. Non si può consentire che si compia l’indebolimento del partito, inevitabile in questa situazione. Chi si assume la responsabilità di lasciare il PD alla deriva, in attesa di intese, di cui sono ignoti gli esiti, di quanti, per la pervicacia di mantenere le proprie rivendicazioni, si ostinano a perpetuare una situazione di stallo? Il PD a causa di un forzato immobilismo sarebbe privato della capacità di presentare un suo progetto per lo sviluppo della provincia e battere la Destra. Si deve aggiungere il grave problema che interessa i Circoli, abbandonati al loro destino già da lungo tempo, spogliati del loro ruolo, privati di un referente politico e organizzativo, non più in grado di operare in quelle funzioni che spettano agli Organismi dirigenti. Sarebbe imperativo che gli Organismi dirigenti nazionali e regionali, di intesa con il Commissario, prendessero atto di tale situazione e intervenissero per porre fine a questo estenuante blackout del PD della provincia di Frosinone. Bisogna uscire definitivamente da questa eterna contesa fra fazioni e capicorrente e se è necessario anche con misure drastiche. Ne vale la dignità politica, etica, morale di tutti gli iscritti. Significherebbe operare nell’interesse dei cittadini di questa martoriata provincia”.
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