Si è consegnato spontaneamente in questura l’egiziano attivamente ricercato dagli agenti di polizia perché considerato il mandante della rissa che si è consumata sabato scorso sulla Monti Lepini, nei pressi del “Canarino” a Frosinone. Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori sarebbe stato proprio l’uomo ad organizzare l’imboscata ai danni di alcuni ceccanesi.
Lo straniero, accompagnato dal suo legale difensore Marco Maietta avrebbe riferito di non sapere che le forze dell’ordine lo stessero cercando. A suo dire non si era affatto nascosto, ma non aveva avuto informazioni circa la rissa che ha portato all’arresto di ben sette persone, cinque in carcere e due ai domiciliari. Essendo trascorsa la flagranza di reato l’egiziano è stato denunciato a piede libero per rissa aggravata. I motivi di quella spedizione punitiva sarebbero riconducibili ai maltrattamenti subìti da una ragazza che conviveva con uno degli stranieri. A detta della giovane l’uomo non faceva altro che vessarla, minacciarla di morte e picchiarla. “Se tu non stati più con me sei morta”, oppure “se mi lasci ti ammazzo”. Queste soltanto alcune delle frasi che l’uomo pare ripetesse alla ragazza che invece stanca di essere maltrattata voleva soltanto essere lasciata in pace, Per tale motivo aveva deciso di interrompere quella relazione affettiva. Ma l’ex convivente che non aveva accettato quella separazione aveva cominciato a mettere in atto comportamenti persecutori. Quando i familiari della ragazza hanno appreso quello che la figlia stava vivendo con lo straniero hanno deciso di affrontarlo. Ma a quel punto c’era già chi si era preparato armato di coltelli, bastoni e di una pistola (fortunatamente non sarebbe stata utilizzata) per farsi giustizia sommaria. Nel corso della rissa uno degli egiziani è stato ferito da un’arma da taglio al torace e trasportato presso il pronto soccorso dell’ospedale Spaziani dove si trova ancora ricoverato. Anche due poliziotti sono dovuti ricorrere alle cure ospedaliere a causa dei “facinorosi”. Lo zio della ragazza intervenuto per difendere la nipote è stato attinto ad un fianco con un coltello. Un altro parente della giovane, residente a Ceccano ha riportato un trauma cranico. La madre della ragazza è stata colpita con una mazza ad una gamba e costretta alle cure del personale del pronto soccorso. I medici che l’hanno sottoposta a numerose radiografie hanno stilato una prognosi di cinque giorni. Intanto nella giornata di ieri si è tenuta la convalida dell’arresto per i cinque che erano stati arrestati per rissa, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Il giudice ha accolto la richiesta del difensore Antonio Ceccani ed ha predisposto per tutti l’applicazione della misura dei domiciliari con il braccialetto elettronico. Se trasgrediranno tale disposizione per loro si apriranno le porte del carcere. Uno dei ceccanesi coinvolti era invece difeso dall’avvocato Giampiero Vellucci. Mar. Ming.
