Il segretario organizzativo della Cgil Frosinone – Latina, Donato Gatti, ha fatto sapere che domani, sabato 25 ottobre, la sigla sindacale interprovinciale sarà “in piazza per chiedere al Governo di aumentare salari e pensioni, investire in sanità e scuola e varare una vera riforma fiscale. Una grande manifestazione nazionale con un corteo da Piazza della Repubblica, fino a Piazza San Giovanni in Laterano”.
Nella nota si spiegano i motivi della protesta: “Ancora una volta, nessuna risposta ai problemi reali del Paese. Nessuna Legge di Bilancio del Governo Meloni ha dato soluzioni concrete. Ma questa volta è anche peggio. Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri vale appena 18 miliardi di euro, il valore più basso della legislatura: 35 miliardi nel 2023; 28 miliardi nel 2024; 30 miliardi nel 2025. Il risultato? Benefici per pochi e di pochi euro al mese e, nel frattempo, la pressione fiscale è cresciuta passando dal 41,2% al 42,8%. Mentre il fiscal drag ha bruciato oltre 1.000 euro a lavoratrici e lavoratori, il Governo Meloni non riduce la pressione fiscale sui redditi da lavoro e pensione, né restituisce le maggiori entrate con più servizi pubblici”. Dalla Cgil inoltre evidneziano come: “Solo nel Lazio, oltre un milione e mezzo di lavoratrici e lavoratori – quasi il 70% dei dipendenti – non riceverà alcun beneficio fiscale con la prossima Legge di Bilancio” e denunciano: “Abbiamo pagato 3 miliardi di tasse in più! Su salari e pensioni sono stati pagati in media 300 euro di tasse in più ogni anno. È l’effetto del drenaggio fiscale a Roma e nel Lazio: risorse che il Governo Meloni, in questi anni, non ha redistribuito alle cittadine e ai cittadini né attraverso maggiori servizi pubblici, né con la riduzione della pressione fiscale.
Nonostante gli slogan e le promesse di superamento della Legge Fornero non c’è nessuna volontà di bloccare l’aumento dei requisiti pensionistici, anzi, aumentano l’aspettativa di vita quindi in pensione più tardi e con assegno più basso per via dell’abbassamento dei coefficienti di trasformazione sono riusciti a peggiorare persino la Legge Fornero”.
Quindi concludono: “Altro che 41 anni di contributi per tutti! Serve una riforma vera, non propaganda, a partire dall’aumento dei salari. Serve una lotta all’evasione fiscale e contributiva, un sistema fiscale equo, costruire una pensione contributiva di garanzia per i giovani, le donne e chi ha carriere discontinue. Basta investire risorse nel riarmo! Le risorse devono essere investite sulla Sanità, sulla Scuola, sui Trasporti e sul Lavoro”.
