Una tragedia senza precedenti ha sconvolto il mondo del basket e l’intera comunità sportiva italiana nella serata di ieri, al termine dell’incontro di Serie A2 tra la Sebastiani Rieti e il Pistoia Basket. Un autista di 54 anni, identificato come il secondo autista del pullman che trasportava i tifosi pistoiesi, è morto dopo che il mezzo è stato violentemente assaltato con un lancio di sassi e mattoni.
L’agguato è avvenuto lungo la superstrada Rieti-Terni, all’altezza dello svincolo di Contigliano, pochi minuti dopo che il pullman aveva lasciato la città, dove i tifosi di Pistoia avevano assistito alla vittoria della loro squadra. Secondo le prime ricostruzioni fornite dalle Forze dell’Ordine, il pullman è stato raggiunto da un gruppo di aggressori, presumibilmente ultras della Sebastiani Basket Rieti, che avrebbero seguito il mezzo dopo che questo aveva lasciato la scorta della Polizia. La furia si è scatenata con il lancio di una fitta sassaiola e mattoni contro il parabrezza del veicolo. Il secondo autista, che al momento dell’impatto si trovava seduto sul sedile del passeggero accanto al conducente, è stato colpito in pieno da un mattone che ha sfondato il vetro anteriore del bus. Nonostante l’immediato allarme e il tempestivo intervento dei sanitari del 118, per l’uomo non c’è stato nulla da fare. La vittima è deceduta sul posto. Sul luogo della tragedia sono immediatamente intervenute diverse pattuglie di Polizia e Carabinieri per avviare le indagini. Le Forze dell’Ordine stanno raccogliendo le testimonianze dei tifosi di Pistoia a bordo del pullman e visionando eventuali filmati per identificare gli autori di quello che viene definito come un “atto criminale” e un “gesto folle”. Il mondo del basket, dalla Federazione ai club, ha espresso unanime sdegno e ferma condanna per l’accaduto. Il Pistoia Basket ha diffuso una nota di “sconcerto per la dinamica che ha provocato l’incidente” e di cordoglio per la famiglia della vittima. Anche la società Sebastiani Rieti ha condannato duramente l’episodio, dichiarando che l’atto “nulla ha a che vedere con lo sport, e totalmente distante dai valori che ogni giorno, come club, cerchiamo di portare avanti.”
